Scrittura collettiva: Vanni Santoni ci racconta il progetto SIC

 

Avevamo già parlato della scrittura collettiva nell’epoca del web 2.0, provando a dare una semplice definizione. Ma ci siamo resi conto che il miglior modo per spiegarla è portare degli esempi concreti. Tra i servizi che il web offre ai fan della scrittura collettiva abbiamo scelto di raccontarvi il metodo SIC (Scrittura Industriale Collettiva), ideato nel 2007 dalla premiata ditta Magini&Santoni.

 

 

Magini&Santoni

Abbiamo chiesto proprio a Vanni Santoni di spiegarci i dettagli del loro progetto:

Per prima cosa la sigla SIC come Scrittura Industriale Collettiva: perché industriale?
L’idea di quella parola nel nome nasce come provocazione verso gli oppositori “a priori” della scrittura collettiva, in particolare coloro che, rifiutandosi di vedere nella scrittura collettiva un’arte diversa dalla scrittura individuale, contestano una sua presunta “spersonalizzazione” del gesto artistico. Una parola scelta dunque per ragioni d’ironia, ma non solo: essa rimanda anche dall’effettiva divisione del lavoro prevista dal metodo SIC.

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Come è nata l’idea di questo metodo collaborativo?
Io e Gregorio Magini ci siamo conosciuti tra le pagine di Mostro, una rivista letteraria autoprodotta. Pur essendo innanzi tutto scrittori “individuali” l’esperienza della rivista, della sua realizzazione e promozione, ci ha portati a intendere il lavoro letterario anche come esperienza socializzata, così quando Mostro chiuse sentimmo forte il bisogno di realizzare ancora qualcosa che avesse tali caratteristiche. L’idea del metodo SIC nacque dall’incrocio di due nostre passioni, esterne alla letteratura ma entrambe strutturate intorno alla produzione collettiva di contenuto: il gioco di ruolo per me e l’open source per Magini, e dalla volontà di superare la scrittura collettiva “a staffetta”, quella, per intenderci, dove ognuno scrive un pezzetto e poi “passa la mano”, e dare vita invece un metodo di scrittura collettiva efficace, che permettesse la produzione di opere coerenti e la partecipazione di tutti gli scrittori a tutte le parti dell’opera.

Come si costruisce una storia? Quali sono i passaggi?
I principi chiave del metodo SIC sono la divisione del lavoro, su cui spicca la distinzione tra chi crea i materiali testuali – gli Scrittori – e chi coordina e compone, ma non è autorizzato a scrivere una parola, i Direttori Artistici) e la scomposizione della narrazione nei suoi elementi costitutivi, tramite schede (personaggio, luogo, situazione, etc.) che solo successivamente vengono ricomposte.

Ogni scheda viene compilata individualmente da tre o più Scrittori; il DA ritira le schede individuali e le compone, dopo di che rimanda la scheda definitiva agli Scrittori, che la leggono e la fanno propria. Prima si realizzano le schede degli elementi strutturali, come ambientazione e personaggi, e successivamente si passa alle schede della stesura vera e propria.

Il processo di composizione è un’invenzione del metodo SIC: consiste nel prendere le parti migliori e più coerenti di ogni scheda individuale e di comporle, appunto, tutte insieme, in modo da ottenere una scheda cosiddetta “definitiva” di qualità superiore alle singole individuali. Chi volesse approfondire ulteriormente può scaricare il Manuale SIC da qui!

Chi sono gli scrittori che hanno provato la SIC con voi? E’ possibile tracciare un profilo dello scrittore nell’era del web 2.0?
A oggi, hanno lavorato almeno a un’opera SIC “ufficiale”, ovvero quelle il cui bando è uscito dal nostro sito, 135 persone dai 15 ai 70 anni, con i background più eterogenei, dai neofiti totali agli scrittori professionisti. Grazie al fatto di aver sempre “reclutato” in rete, la provenienza è ben distribuita in tutte le regioni d’Italia. Circa il 60% sono donne. Va detto comunque che abbiamo messo il metodo a disposizione di tutti – come le opere realizzate finora, il metodo stesso e la documentazione a esso relativa sono distribuiti gratuitamente sotto licenza Creative Commons – e ci sono arrivate più volte notizie di gruppi di scrittura che lo hanno utilizzato per conto proprio, quindi è impossibile fare una stima di quanti lo abbiano effettivamente utilizzato finora.

Quanti scritti avete prodotto e con che risultati?
Nei primi due anni di attività, la SIC ha prodotto cinque racconti lunghi (Il Principe, Un viaggio d’affari, Alba di piombo, Notturni per ipermercato e Il sopralluogo, tutti leggibili o scaricabili da www.scritturacollettiva.org/biblioteca/pubblicati ) e due racconti brevi realizzati nel corso di workshop dal vivo, ispirati rispettivamente al lavoro di Manganelli e Queneau. Nell’ultimo anno e mezzo, tutto il lavoro è stato diretto verso la produzione del Grande Romanzo SIC, un romanzo storico a duecento mani ambientato nel periodo dell’occupazione tedesca in Italia, in questo momento in corso di revisione.

Avete mai pensato di esportare il metodo SIC anche in ambito scolastico?
Don Lorenzo Milani ha dimostrato il potenziale della scrittura collettiva in ambito didattico, e dunque crediamo che il metodo SIC sia esportabile in questo senso, sia per l’insegnamento della scrittura narrativa in senso stretto, sia per lavorare in modo  condiviso su un certo tema. I racconti realizzati nei nostri workshop vanno in questa direzione, ma è chiaro che è un fronte relativamente inesplorato su cui sarebbero possibili interessanti sviluppi.

Avete in mente altri progetti futuri?
Per il momento siamo concentrati anima e corpo sul Grande Romanzo; la fase di stesura è conclusa da vari mesi, ma adesso è necessario un impegno altrettanto massiccio sulla revisione. Se invece ti riferisci alla ditta Magini&Santoni in generale, ti posso dire che abbiamo un’idea nuova che ci balla in testa, ma sarebbe del tutto prematuro parlarne adesso.

Come sembra chiaro dalle parole di Vanni Santoni, il metodo SIC ha consentito di “professionalizzare” il più possibile le attività di scrittura collettiva, proponendo una divisione del lavoro che garantisca completezza e serietà alle opere prodotte. Tutti gli scritti, inoltre, sono scaricabili e leggibili da chiunque lo voglia e tutta la documentazione e gli strumenti di scrittura del metodo SIC sono creati con licenza Creative Commons, per cui possono essere liberamente utilizzati.

Il progetto di Magini e Santoni, nato con lo scopo di creare una comunità libera e aperta che ruoti attorno alla scrittura collettiva, è la massima espressione di quella cultura collaborativa che WikiCulture cerca di raccontare a 360 gradi. Perché tutti possono scrivere tutto. Insieme. Provare per credere.

Paola Monticelli

Riferimenti: www.scritturacollettiva.org

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