Libera il prosumer che è in te!

 

Sveglia prosumers!
Alzatevi e cambiate il mondo! O almeno, l’economia.

Mentre aspetto davanti al locale intanto faccio il check-in, magari mi fanno lo sconto. Quando il semaforo diventa rosso controllo il prezzo del carburante al benzinaio più vicino e non essendo un asso con le strade chiedo aiuto al mio smartphone evitando incidenti e lavori in corso grazie al mio navigatore social. Dopo aver aspettato 1 ora e un quarto che arrivasse la mia pizza, ancora prima di assaggiarla lancio un tweet con mention e geotag; dopo la prima fetta mi accorgo che ho scatenato una discussione con altri utenti in rete e che il mio cinguettio è stato retweettato 3 volte; al gestore toccherà dare qualche spiegazione temo!
Il trasporto pubblico oggi è da terzo mondo, lascio subito una segnalazione sulla bacheca del sindaco Rottamatore.  Accidenti, ma qui la data di nascita è sbagliata, faccio il login e un minuto la voce enciclopedica è corretta… per un pelo! … potrei continuare all’infinito, e per fortuna! Sono un prosumer!
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Tranquilli non è una malattia, non vengo da Krypton e non ho evaso il fisco per diventarlo. E’ semplicemente uno stato mentale; uno stato mentale disponibile per tutti, gratis, senza interessi e immeditamente. Ogni giorno il web apporta incredibili cambiamenti al mondo in cui viviamo, o perlomeno nella vita di quelle persone che tentano di capire cosa sta succedendo e osservano senza giudicare. E’ vero la Rete ha dato una spinta al settore lavorativo e commerciale come forse solo il fax e il cellulare hanno saputo fare… e siamo in crisi! Pensate se non ci fosse stato Internet!

Tuttavia il web non sta solo offrendo istantaneità e infinite opportunità alle grandi aziende, sta offrendo condivisione e partecipazione ad ogni individuo che abbia la possibilità di connettersi. Se è vero che oggi riscontriamo delle evidenti differenze nel modo di affrontare la produzione è vero anche che aspetti nuovi e imprevisti si riversano persino sul consumo. Ci viene offerta la possibilità di rivoluzionare il nostro ruolo di consumatori, che dite? Ne approfittiamo?

L’individuo connesso oggi si trova davanti a un’incredibile possibilità di scelta nell’ambito dell’informazione, dell’intrattenimento e del consumo. Dai blog ai forum, ai social network, alle piattaforme collaborative, gli internauti possono confrontare e verificare costantemente le informazioni propostegli dai media tradizionali e dalle emittenti commerciali. Consumatori di questo tipo non devono più accontentarsi di essere fruitori passivi, hanno la possibilità di assecondare il loro desiderio, di poter scegliere in comodità, personalizzando il prodotto, progettando o condividendo prodotti originali fatti da loro. I potenziali acquirenti, cioè noi, si trasformano da consumer in prosumer, perché collaborano alla creazione di prodotti, beni e servizi invece di limitarsi a consumare il prodotto finito.

Il termine prosumer -che affonda le basi concettuali già nel libro Take Today (1972) di Marshall McLuhanBarringtonNevitt- viene usato oggi in varie accezioni e in vari settori, però, da un punto di vista inerente il web, indica un utente estremamente emancipato dal tradizionale ruolo passivo, un utente che acquisisce un ruolo attivo e collaborativo nelle fasi di creazione, produzione, distribuzione e consumo. Don Tapscott ha approfondito la definizione e la natura del termine nel suo libro del 1995, The digital economy, ampliando il contesto di analisi e parlando di “prosumption”.

 

Secondo le definizioni più comuni un prosumer è un consumatore che co-innova e co-produce in ogni parte i prodotti che consuma; e lo fa interagendo col produttore o con consumatori del medesimo prodotto. E c’è di più, i clienti non si limitano a modificare o personalizzare le merci; sono in grado di darsi un’organizzazione indipendente il cui unico scopo è creare i prodotti che desiderano. Gli utenti più esperti ed emancipati non aspettano che qualcuno li inviti a modificare un prodotto, al contrario, danno vita a community nell’ambito delle quali condividono, confrontano, verificano informazioni riguardanti i prodotti.

All’interno di queste reti sociali questi nuovi consumatori collaborano tra di loro alla definizione dei prodotti più adatti, si scambiano pareri, esperienze e si suggeriscono strumenti a vicenda. Esse stanno lentamente dissolvendo i confini che fino all’ultimo decennio separavano le imprese dai consumatori. Oggi ognuno di noi ha a disposizione strumenti economici e mobili che gli permettono di produrre contenuti e raccontare ciò che ci circonda, questo rende difficile incasellare il ruolo di una persona. Con l’emergere del modello basato sul prosumo, ogni persona può passare dal ruolo di consumatore a quello di produttore e creatore senza soluzione di continuità non si tratta più di identità statiche ma di ruoli temporanei, che si alternano in base alle circostanze e alla nostra volontà.

A livello individuale oggi le persone hanno incredibili possibilità, la figura del fruitore passivo di prodotti e servizi non esiste più, ognuno può partecipare all’economia, co-creando valore con le proprie reti sociali e le aziende preferite per assecondare le preferenze, prendere parte alle community e per chi volesse, persino cambiare il mondo.

Non sembra vero eh? E invece lo è. Cogliamo l’attimo, oggi possiamo fare la differenza, bene allora facciamola! Il nostro alleato è Internet (meglio se mobile) e la nostra arma è un device in grado di navigare in Rete. Non ci serve altro. Buttatevi! Scoprirete opportunità di cui ora non immaginate l’esistenza, baratterete conoscenza, guadagnerete credibilità., diverrete parte attiva di una comunità grande quanto il Mondo.

Mattia Marasco

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Autore
Blogger compulsivo e ideatore del progetto WikiCulture. Laureato in Media e Giornalismo con una tesi dedicata alla collaborazione spontanea e alla creazione condivisa nel web” ->
1 comment on this postSubmit yours
  1. grazie a WikiCulture scopro sempre cose nuove.
    Credo di potermi definire pure un prosumer a questo punto. ;)

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