Con questa intervista siamo davvero entusiasti di dare il via ad un serie di “chiacchierate” intitolata “Io wiki. e tu?” in cui cercheremo di far raccontare ad alcuni blogger e “addetti ai lavori” il loro rapporto con la cultura wiki… tutto in dieci domande.Oggi cominciamo con Frieda Brioschi, Presidente Wikimedia Italia e uno dei suoi 18 membri fondatori. Frieda partecipa attivamente ai progetti Wikimedia fin dal maggio 2003, nel 2007 viene eletta membro del Board of Trustees di Wikimedia Foundation, l’anno seguente, invece, dopo essersi candidata per il consiglio direttivo ottiene la carica come Presidente Wikimedia Italia.
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Cogliamo l’occasione per ringraziarla pubblicamente della sua disponibilità, della sua collaborazione ma soprattutto della sua pazienza… fidatevi!
Molti non lo sanno e spesso fanno confusione tra i vari nomi, che cos’è Wikimedia Italia?
E’ una associazione culturale non profit che si occupa di fare promozione per Wikipedia e gli altri progetti gestiti da Wikimedia Foundation (Wikimedia Commons, Wikisource, Wikiquote, ecc.), in Italia. Promuovere significa organizzare e partecipare a eventi, fare lezione nelle scuole o dove siamo chiamati, rispondere alle interviste.. appunto.
Inoltre portiamo avanti quattro progetti nostri: Biblioteca, Musica, WikiAfrica (in collaborazione con Lettera27) e Wiki@Home.
Che significato ha nella sua vita la “cultura wiki”?
A parte essere l’inizio e la fine di ogni mia giornata?
Quali sono secondo te le motivazioni che dovrebbero portare un utente medio a fare una donazione alla vostra associazione?
Dai feedback che abbiamo si tratta per la maggior parte di persone che usano Wikipedia, la apprezzano e vogliono aiutarla a crescere. In altri casi si tratta di persone che vorrebbero impegnarsi in prima persona nell’associazione, ma avendo poco tempo libero a disposizione si limitano a sostenerla economicamente.
Trovate delle difficoltà nel far capire alle persone l’intento e la validità dei progetti della Wikimedia Foundation?
Ho notato che le persone hanno un po’ difficoltà a comprendere i progetti e il loro funzionamento, studiando solo le informazioni disponibili sui siti, mentre durante gli eventi (o le presentazioni o le lezioni) in cui li raccontiamo “dal vivo” non ci sono particolari problemi. Questo non significa che poi ci sia sempre consenso sulla validità dei progetti! Credo sia più importante dare una percezione corretta, poi ciascuno farà liberamente le sue valutazioni.
Raccontaci un po’ i progetti che portate avanti e in particolare quelli autonomi dalla Fondazione americana di cui parlavi prima.
Come accennavo in apertura, portiamo avanti anche altri progetti. Alcuni (Biblioteca, Musica) sono simili a progetti di WMF, ma accettano anche licenze meno libere (tutte le Creative Commons, mentre in WMF sono CC-BY-SA o CC-BY e licenze affini) perché crediamo che in un panorama ancora abbastanza chiuso, come quello in cui ci muoviamo, siamo importante educare a piccoli passi. WikiAfrica si occupa di portare contenuti africani su Wikipedia e cerca di aiutare lo sviluppo delle wiki in lingue africane. Infine Wiki@Home si occupa di intervistare personaggi enciclopedici e pubblicarne le interviste su Wikinotizie.
Che rapporto hai con i Social Media? Negli ultimi anni sono nate sempre di più nuove realtà, come Twitter e Facebook, che vanno avanti al grido di “condividiamo”. Cosa ne pensi?
Ne uso tanti, ma difficilmente faccio parte degli “early adopters”: non ho molto tempo libero e prima di iniziare a frequentare un nuovo social network aspetto di avere un po’ di feedback e vedere se avrà un po’ di seguito.
Penso che il dialogo e la rete di contatti che si costruisce possano essere molto utili: giusto per fare un esempio concreto, il luogo per l’ultima assemblea di WMI l’abbiamo trovato così. Io ho twittato e segnalato su FriendFeed che cercavamo un posto a Bologna e ho ottenuto parecchi suggerimenti e poi l’offerta di tenerla in Università.
Ogni giorno vengono condivise miliardi di informazioni senza alcun controllo. Non credi che l’incredibile quantità di informazioni prodotta ne metta a rischio la qualità?
No, perché non parliamo di pochi produttori che producono miliardi di informazioni, ma di miliardi di produttori che producono poca informazione (con alcune eccezioni, ovviamente). Quel che auspico è che le persone navighino in rete con consapevolezza, imparando a distinguere e valutare le diverse fonti.
Quanto è diffusa in Italia la cultura wiki? Facciamo la nostra parte nella creazione di un sapere condiviso?
L’italiano (nel senso della lingua) se la cava bene: l’edizione in italiano di Wikipedia è in questo momento la quinta più grande al mondo, con oltre 750mila voci (<meta.wikimedia.org/wiki/List_of_Wikipedia#All_Wikipedias_ordered_by_number_of_articles>).
L’Italia ha ampi margini di crescita.
Tramite il nostro web magazine ci imbattiamo tutti i giorni in siti, iniziative, idee che sposano la “cultura wiki”. Ce n’è una che l’ha particolarmente colpita e che avrebbe piacere di segnalare? Magari anche tra gli altri progetti di Wikimedia, oltre a Wikipedia.
Spero abbiate già incontrato OpenStreetMap, allora! E’ un bel progetto che si occupa di mappare il territorio per rendere disponibili delle mappe “utilizzabili in altre opere derivate, per scopi creativi, produttivi o in altre maniere inaspettate” (fonte: wiki.openstreetmap.org/wiki/IT:Beginners%27_Guide). Dal 2009 è in corso una partnership tra Wikipedia e OSM per portare le mappe di OpenStreetMap su Wikipedia (info a partire da qui:
wiki.openstreetmap.org/wiki/Collaboration_with_Wikipedia)
Come vedi il futuro della cultura wiki a breve e lungo termine? Secondo te può cambiare il mondo?
Non lo sta già facendo? Finora ha cambiato il modo di fruire l’informazione in rete e la percezione delle enciclopedie (qui <it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Stampa> c’è un lungo trattato su passato-presente-futuro di Wikipedia, che ho sempre trovato interessante) e tante altre cose. Il futurò chissà.. non sono mai stata brava a dipingere il futuro dei progetti perché in fondo è un futuro che viene costruito giorno per giorno e che rischia di cambiare strada continuamente.
Qui potete trovare gli obbiettivi a 5 anni: http://strategy.wikimedia.org/wiki/Strategic_Plan/Movement_Priorities
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Mattia Marasco e Tommaso Galli (aka tommyonweb)
image | www.wikimedia.it/index.php/Utente:Frieda
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