I social network non sono solo uno strumento di intrattenimento, di informazione o di business marketing, ma sono anche un ottimo strumento per le associazioni no-profit per lanciare raccolte fondi, per portare avanti cause sociali e soprattutto per coinvolgere un pubblico sempre più alto nelle loro attività. Da Facebook a Youtube, dalle App a Foursquare, ecco qualche esempio di storie di successo nel Social Good.
FACEBOOK GIVING CAMPAIGN - A volte basta un “like” per donare soldi o addirittura cibo. Questo semplice gesto ha permesso a importanti organizzazioni statunitensi di aumentare il loro network ma soprattutto di realizzare obiettivi concreti.
Un esempio è Free the Children, organizzazione che dedica le sue opere a migliorare la vita dei bambini in Nord America, che grazie al coinvolgimento di sponsor come The Kig Spirit Foundation, CTV, e Me To We, in occasione dell’evento annuale We Day, hanno donato 1 dollaro per ogni “like” ricevuto sulla Facebook Page dell’evento. Dopo circa 3 mesi, Free the Children è a metà strada per raggiungere il milione di dollari che gli sponsor avevano concordato.
Si possono citari tante altre storie di questo tipo, una da segnalare in particolare è quella di Tyson Hunger Relief che ha donato 100 chili di cibo per ogni nuovo “like” sulla Facebook page del banco alimentare di Monterey County. Così facendo la cittadina non ha ricevuto solo un camion di prodotti alimentari ma si è ritrovata una comunità virtuale con un numero di membri molto più alto e un maggiore coinvolgimento nelle attività dell’organizzazione.
MOBILE APP – Visto che il mobile sta sempre più prendendo piede nei nostri stili di vita e nel nostro modo di lavorare molti enti senza scopo di lucro non si lasciano scappare questa occasione creando delle apps per raggiungere con più facilità i loro sostenitori, raccogliere fondi e per sensibilizzare su queste tematiche rimanendo a passo coi tempi.
Un buon esempio da citare è quello di Timberland Earthkeepers Virtual Forest app lanciata nello scorso ottobre dalla Yele Haiti Foundation a sostegno di Haiti dopo il terremoto. Per ogni importo di alberi piantati nel virtuale, Timberland si impegna a piantarne uno vero: solo nel primo mese sono arrivati a quota 3000.
YOUTUBE– Sfruttando la forza della connettività e della viralità di questo social media sono molti i canali specifici per affrontare tematiche sociali che tante volte vengono ignorate. Ed è per questo motivo che nasce InvisiblePeople, la TV che è nata per dare voce a più di 1 milione di persone senza tetto che vivono negli USA. L’ideatore dopo aver vissuto un periodo in strada ha cambiato punto di vista sui “senza fissa dimora” che tutti scansano o su cui hanno dei pregiudizi. Ha così chiesto a queste persone sfortunate di condividere le loro storie, i loro desideri per il futuro, aiutando così gli spettatori dei video a comprendere il problema.
FOURSQUARE– Sempre per i senzatetto l’Urban Ministries of Durham (UMD) organizzazione no-profit del North Carolina che fornisce cibo, riparo e vestiti, lancia un’iniziativa su Foursquare dove ogni utente con un check-in può segnalare in un archivio specifico luoghi come capannoni abbandonati, cassonetti e cantieri vecchi. Lo scopo è quello di mettere questo problema di fronte ai cittadini, avvicinare i giovani a questo genere di opere di volontariato e soprattutto di creare una “mappa” che indichi dove è necessario un aiuto immediato.
Jennifer Mallegni (flavors.me/jennifer_mallegni)
fonte: mashable.com

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cristina berta
29 giugno 2011
Vi segnalo un manuale scritto da me in collaborazione col Prof. Roberto Marmo molto utile per imparare a capire la logica conversazionale che muove il social networking ogni giorno, imparando ad applicarla al non profit e alle giuste cause: http://www.givemeachance.it/autori/cristina-berta-roberto-marmo/GMC-cristina-berta-roberto-marmo-social-network-per-il-non-profit.php
Mattia Marasco
1 luglio 2011
grazie mille della segnalazione! Molto interessante!