Giuseppe Lanzi, giornalista e fotografo free lance iscritto all’UCIP, lavora da diversi anni nel settore della Cooperazione Internazionale allo Sviluppo e all’organizzazione di Grandi Eventi.
Tra le tante realtà con cui ha avuto la possibilità di collaborare è giusto ricordare: Caritas Italiana, Consorzio Sociale Polis di Pisa, Conferenza Episcopale Italiana, Comunità di Taize e diversi ordini Missionari in Europa dell’Est, Africa e America Latina.
Ed è stato proprio grazie a queste collaborazioni che è nato in lui il desiderio di raccontare tramite la fotografia e il giornalismo le storie con cui è entrato in contatto. Sono orgoglioso e grato che abbia accettato di farsi una chiacchierata con WikiCulture.
Io wiki. E tu? Ecco le risposte di Giuseppe alle nostre dieci domande sulla cultura collaborativa nell’era di Internet.
Che cos’è la prima cosa che ti viene in mente quando senti la parola “wiki”?
L’acronimo! Molti non lo sanno ma WIKI sta per WHAT I KNOW IS….
Un wiki è un sito realizzato in maniera collaborativa tra gli utenti di quel sito; è l’apoteosi della collaborazione. Sulla etimologia esistono due scuole di pensiero: la più accreditata afferma che il termine derivi dalla lingua hawaiiana e che significhi “veloce” o “molto veloce”.
Io preferisco accreditare la seconda versione che vede il termine come un acronimo inglese: What I Know Is; a mio parere in questo modo si sottolinea l’importanza della conoscenza che è poi la “materia prima” della collaborazione su un wiki.
Domanda a bruciapelo, secondo te Internet può cambiare davvero il mondo?
Lo ha già cambiato! E continua a farlo. Guarda solo quanto sta succedendo nel Maghreb o in Egitto… è solo grazie ai social networks che riusciamo ad avere un’idea di cosa stia effettivamente succedendo.
Può rappresentare un aiuto concreto per lo sviluppo dei Paesi del Terzo Mondo?
Internet non è ne’ buono ne’ cattivo… E’ uno strumento che può essere usato bene o male; può fare del bene o fare del male. La pistola non è ne’ buona ne’ cattiva: in mano a un terrorista mi fa paura, in mano a un poliziotto mi tranquillizza. Le potenzialità per aiutare lo sviluppo dei Paesi in Via di Sviluppo (come odio questa definizione…) ci sono tutte. Vorrei però essere chiaro: Internet non permette a noi di aiutare; permette a loro di emergere, a volte anche a scapito nostro.
Nella tua vita la “cooperazione” ha sempre avuto un ruolo primario; noi raccontiamo quella che si manifesta spontaneamente online. Quali sono secondo te i suoi punti deboli?
La rete, i Social media, le più svariate apps permettono effettivamente la creazione di reti, di collaborazioni quasi in tempo reale… L’uomo però, se è vero che è “Social” nell’accezione inglese, è anche “sociale” nella accezione più italiana… Abbiamo necessità di rapporti più “strutturati” ed è per questo che, ad ogni occasione, cerco di trasformare i contatti virtuali in incontri reali. Tra l’altro i contatti virtuali spesso diventano reali e si trasformano quando tornano online! Molti nick-names ora sono per me persone reali ed è più facile anche l’interazione online.
Ti faccio un esempio eclatante, ma ne potrei fare molti: il famoso @pandemia era solo un “twittero” che pubblicava cose interessanti e con molto seguito; nel momento in cui, conoscendolo di persona, è diventato Luca Conti, allora è diventato una persona reale con la quale interagire sia in rete che fuori… Da li può nascere qualunque cosa! Lo stesso problema si pone per le “cause”; è troppo facile mettere un “like” su temi importanti o entrare in un gruppo di “attivisti”… Ho paura che questo diventi una sorta di lavatrice di coscienze… Come se si pensasse di avere fatto qualcosa di concreto su quel problema specifico e considerano il problema risolto… Non è così! Qui mi rifaccio alla mia esperienza in cooperazione internazionale: allora usavo la “metafora della lavatrice” per chi faceva la sua offerta alla ONG di turno e non si preoccupava più dei problemi di cui quella organizzazione si faceva carico. Ora è addirittura peggio: ci si lava la coscienza con un click. Non basta!
Web e Ecosostenibilità. Progresso tecnologico e rispetto per il Pianeta. Come possono convivere e aiutarsi reciprocamente?
A mio parere il progresso tecnologico, senza sostenibilità ambientale, è una contraddizione in termini! O tiene conto della sostenibilità ambientale o non è progresso.
E nel sociale? Che ruolo sta assumendo Internet secondo la tua esperienza?
Vale quanto detto prima: internet permette, o almeno dovrebbe permettere, a chiunque di emergere indipendentemente dalla condizione. Il vero problema è il digital divide che se è vero che vale tra Paesi, vale anche tra i singoli. Siamo sicuri che un giovane ad Enna, anche solo di accesso alla rete, abbia le stesse possibilità di uno a Milano?
Che impressione hai dei Social Media? Un’enorme piattaforma per la distrazione e l’intrattenimento o un ulteriore strumento per cambiare le cose?
Rischio di ripetermi ed annoiare… Con Twitter puoi ”cazzeggiare” tutto il giorno oppure dare voce alla protesta nel Maghreb e in Libia; puoi suonartela e cantartela con i tuoi “follower” o andare a cercare il meglio della rete. Facebook può essere il tempio di Farmville, o trasformarsi nella moderna “Agorà”…. E l’Agorà era la piazza della democrazia diretta e non delegata. Visto quello che succede con le deleghe, una prova di democrazia diretta la farei anche. Si… anche la scelta di Barabba fu una prova di democrazia diretta… Allora lasciamo il cosidetto “mercato delle vacche?” (con tutto il rispetto dei commercianti di bovini che sono tendenzialmente delle persone serie)
Il ruolo che la Rete ha avuto nei recenti scontri in Egitto pensi sia un caso emblematico o solo una delle bolle di sapone frutto dell’epoca in cui viviamo?
Credo assolutamente che sia la prima – ma forse nemmeno la prima – rivoluzione alla quale dobbiamo abituarci: un’informazione non mediata dai cosiddetti organi di informazione, che necessita però dell’uso dei neuroni in quanto anche questo tipo di informazione può essere soggetto a manipolazione.
In Italia si sa siamo sempre un po in ritardo ma che passi stiamo facendo per un uso socialmente responsabile della Rete? Se li stiamo facendo?
Non so se “si sa”… però il ritardo italiano ha dei responsabili e dei colpevoli! Qualche giorno fa ero alla Social Media Week di Roma ad un incontro dove si parlava di “Agenda Digitale” e quindi di innovazione. Tre politici presenti, di schieramenti diversi, non ho sentito nulla di nuovo ma, concedimelo, aria fritta… inoltre a uno di questi ad un certo punto inizia a suonare il cellulare e non riesce a togliere la suoneria; non credo ci si possa aspettare dell’aiuto da questa gente. Mi ha colpito invece Giannino ed un altro economista di cui ora non ricordo il nome. Hanno detto chiaramente che l’Italia ha pochissimi anni per attaccarsi al treno dei “primi della classe” o sarà lasciata indietro e non è nemmeno detto prima tra gli ultimi. Anche io la penso così ma sono pessimista su quale sarà il risultato.
Ci sono dei progetti collaborativi che ci vorresti segnalare?
Quello che mi piace e mi coinvolge di più è Zoes.it l’acronimo sta per ZONA EQUOSOSTENIBILE. Un social network nato dalla collaborazione tra la Fondazione Culturale Responsabilità Etica, fondazione di riferimento di Banca Etica, e la Fondazione Sistema Toscana della Regione Toscana. Un social dove le ditte presenti devono farsi accreditare da dei segnalatori (controllo del gruppo) e i temi di discussione sono quelli dell’Etica e della Sostenibilità. Ovvio che non hanno le risorse di Facebook ma se l’obiettivo non è perdere del tempo, li si possono trovare anche quelle informazioni difficilmente trovabili altrove. E’ nata una bella rete di contatti sensibili a questi temi. Lo suggerisco davvero a tutti.
Mattia Marasco
riferimenti | www.giuseppelanzi.org
photo by Elena Tubaro

This opera is licensed under a Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 3.0 Unported License.







Elitre
9 marzo 2011
11° domanda: conosce le licenze libere? Il suo sito è tutto copyrighted… Quante foto potrebbe donare a Wikipedia/Commons ma ancora non l’ha fatto? Se vuole possiamo aiutarlo in questo. Glielo chiedi tu?
Giuseppe Lanzi
9 marzo 2011
Elitre puoi chiedermelo tu… il mio sito personale è fermo da 6 anni… allora ero single e giramondo; ora sono sposato, ho tre figli e una azienda…non ho tempo di aggiornarlo
Le foto che posso mettere a disposizione, sono circa 15.000 e sto già lavorando per metterle a disposizione gratuitamente. Ora, compatibilmente con il lavoro, mi sto facendo aiutare da altri perchè quando contattai Wikipedia, non mi risposero nemmeno…
Due cd di foto (il dvd ancora non c’era) sul tema delle frontiere, sono stati pubblicati e distribuiti gratuitamente in quasi 50.000 copie (anche in allegato al settimanale http://www.vita.it)
Credimi, la fotografia è una passione ma non mi ha mai dato da vivere anche perchè quando giravo il mondo, lo facevo da cooperante con una ong!
Peccato! Non è una cosa che riuscirò a fare a breve ma ti assicuro che è nella to do list!
Con simpatia
Elitre
9 marzo 2011
Ciao e grazie per aver risposto subito.
Ho cercato il tuo nome e cognome sul nostro sistema email, e non ho avuto risultati.
Se ti riferivi a qualche messaggio lasciato diversi anni fa su Wikipedia stessa, è probabile che non sia stato letto o capito.
Sul resto ti rispondo in privato presto.
Ciao!
Giuseppe Lanzi
9 marzo 2011
son qui!