Grow the Planet, l’orto non ha più confini

TechCrunch Disrupt è una conferenza-concorso tra i più attesi nel mondo delle startup a cui tutti possono partecipare (previa durissima selezione). Il momento cruciale è la gara di presentazioni fatta sul palco davanti agli spettatori e ai principali innovatori, investitori e venture capitalist della Silicon Valley californiana.

Quest’anno sul palco del TCDisrupt si è distinta una startup italiana ideata da Gianni Gaggiani, grafico freelance già autore del blog Florablog, chiamata Grow the Planet.
L’obiettivo del progetto è quello di creare una rete sociale, un vero e proprio social network, dedicato a chi in campagna o in città si diletta a coltivare qualcosa con un proprio orto. Aiuta gli utenti iscritti a coltivare frutta e verdura e mette inoltre a disposizione alcuni strumenti che favoriscono lo scambio del raccolto “in eccesso” con un altro ortaggio di cui si ha più bisogno.
Dopotutto è in costante aumento sia in Italia che all’estero (soprattutto negli USA) la pratica dell’orto personale o della scelta di prodotti biologici rispetto ad altri.

Immagine anteprima YouTube

Si parte creando il proprio orto virtuale, lo si divide in zone e si decide cosa seminare. Che scegliate pomodori o zucchine, ogni seme ha la propria scheda con tempi di crescita, accorgimenti, piccoli segreti del mestiere e altre attività programmate. Il sistema vi seguirà passo passo ricordandovi quello che dovrete fare.
Ancora in fase beta, Grow the Planet è già pronto con i dati climatici legati all’Italia e a molte zone degli Stati Uniti.

Una volta terminato il “raccolto”, l’utente potrà usufruire della funzionalità social di Grow the Planet semplicemente andando nella sezione “scambio”. Si troverà davanti una mappa dove verranno localizzati gli altri utenti nelle vicinanze e quali prodotti del proprio orto vogliono scambiare.
Per il momento il progetto si focalizza su micro-zone in modo da diffondere la pratica dei “raccolti a km zero” e favorire lo scambio in zone relativamente circoscritte.

Nel frattempo gli utenti andranno ad alimentare la banca dati del sistema aggiungendo le informazioni mancanti su ortaggi e frutta o dati climatici.

Se avete passato ore su Facebook a giocare a Farmville… adesso è giunto il momento di mettere in pratica nel mondo reale quello che avete imparato!!

Tommaso Galli

Autore
Aspirante ingegnere edile con la passione per la tecnologia. Decisamente Apple e Twitter Addict. Iperconnesso
Lascia un tuo commento

Please enter your name

Your name is required

Please enter a valid email address

An email address is required

Please enter your message

WikiCulture on Facebook

Wikiculture su Twitter

Disclaimer

WikiCulture non è una testata giornalistica, è da considerarsi un prodotto editoriale nato dalla passione, dalla voglia di collaborare. WikiCulture non è responsabile dei contenuti dei siti a cui rimanda tramite collegamenti link, della qualità o correttezza dei dati forniti da terzi.
Leggi il Disclaimer

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons

WikiCulture © 2012 All Rights Reserved

Designed by WPSHOWER

Powered by WordPress