Se credete che anche fare una semplice ricerca su Google non inquini, vi sbagliate. Ogni ricerca equivale a 0,2 grammi di CO2 emessi in atmosfera.
Google infatti in questi anni si è decisamente impegnata nel processo di riduzione dell’impatto ambientale delle proprie attività, fino ad arrivare nel 2007 al traguardo di “Carbon Neutral”, ovvero l’impatto in termini di emissioni di anidride carbonica è diventato pari a zero.
Per un mese di utilizzo di tutti i servizi Google (e sono decisamente tanti) i loro server consumano una quantità di energia per singolo utente che è inferiore a quella necessaria per tenere accesa una lampadina per tre ore.
Nel 2010 Google ha prodotto 1,46 Kg di CO2 per ogni utente. Comprando e generando energia da fonti rinnovabili il “footprint” si è però azzerato completamente.
La società si impegna a progettare e realizzare server e data center all’avanguardia in fatto di efficienza energetica, arrivando ad utilizzare anche la metà del fabbisogno energetico di un comune data center. Nell’ultimo impianto inaugurato in Finlandia, ad esempio, viene utilizzato un sistema di raffreddamento basato sull’acqua di mare il quale richiede pochissima elettricità.
L’impianto fotovoltaico sul tetto del quartier generale di Google a Mountain View, con i suoi 1.6 megawatts di potenza, è l’installazione più grande al momento esistente per un campus aziendale negli Stati Uniti.
Tra gli ultimi investimenti Google ha speso ben 280 milioni di dollari finanziare il progetto della società californiana SolarCity, che prevede l’acquisto in leasing di pannelli fotovoltaici e la vendita dell’enegia prodotta ai privati a prezzo bloccato per due anni.
Per scoprire questo ed altro su come Google affronta il tema del Green Web, sostenibilità ed efficienza energetica potete trovare tutto sul sito Google Green.
Tommaso Galli




