Periodo di figuracce per i cantanti-icona italiani. Prima Vasco con tutta la faccenda Nonciclopedia, poi la Tigre di Cremona con la faccenda dell’autore sconosciuto del suo ultimo brano “Questa canzone”. Ripercorriamo in maniera agile i punti salienti di questa faccendaccia in salsa social, con l’obiettivo di mostrare come le logiche collaborative del web 2.0 vadano maneggiate con cura quando si vogliono realizzare strategie di comunicazione adeguate.
Premessa: la strategia e le intenzioni
Citiamo da festival.blogosfere.it
Mina mobilita il web per rintracciare l’autore di una canzone che entrerà nel suo nuovo album di inediti in uscita a novembre. Il ‘demo’ del brano a lei inviato non era accompagnato da alcuna informazione che potesse far risalire all’autore: non un nome, non un recapito. Dimenticati all’origine oppure persi tra il copioso materiale che l’artista abitualmente riceve. Il brano si intitola “Questa Canzone“, Mina lo ha interpretato con straordinaria intensità e lo affida ora al web affinchè chi lo ha composto possa riconoscerlo e farsi vivo.
Dalla mattina di martedi’ 18 ottobre la canzone verrà resa pubblica dai canali ufficiali di Mina. Sul sito, rinnovato e ampliato, e sulla nuova pagina Facebook si troveranno le indicazioni necessarie per poter fornire la prova inequivocabile della paternità del brano (www.minamazzini.com/questacanzone). La pagina Facebook ufficiale di Mina (www.facebook.com/mina) si inaugura finalmente in questa occasione, dopo le migliaia di pagine dedicate dai fan di tutto il mondo alla più grande cantante italiana sui social network.
Mina, canzoni stonate
Arrivano le prime critiche, dai fan e anche dagli analisti del social web. Citiamo da Diana Letizia sul Secolo XIX con la partecipazione di Paolo Iabichino:
Mentre tutti i media, e in fondo anche Facebook con i buoni risultati che sta ottenendo, parlano e amplificano l’annuncio di Mina di voler ritrovare l’autore di un demo arrivato senza nome che la cantante ha trasformato nel brano “Questa canzone”, parte della Rete non ci sta e grida vendetta. Perché chi frequenta i social network conosce bene come funzionano le campagne del cosiddetto viral marketing, ovvero la promozione di un marchio o di un nome famoso che diventa icona online grazie al passaparola sul Web. Sono gli stessi navigatori, del resto, che hanno segnato il confine fra credere davvero che ci sia uno sconosciuto capace di inviare un brano senza siglarlo e il non avere dubbi a definire l’operazione una ”bufala colossale”.
«La storia non è verosimile» spiega Paolo Iabichino, direttore creativo in Ogilvy Italia. «La trovata dell’autore anonimo è debole: la Rete crede che sia solo un’idea per la promozione dell’album. Agire in questo modo vuol dire non aver compreso la grammatica di questi strumenti. Facebook è il tempio dell’autenticità, del dialogo diretto, dell’interazione senza filtro. Iniziare con una mezza bugia non è il massimo».
Le mille balle blu
I nodi vengono al pettine. Si scopre l’autore misterioso e nel mezzo c’è il sempreverde Paolo Limiti! Incredibile? Attingiamo ancora al successivo pezzo di Diana Letizia:
Il tempo in Rete ha una valenza fondamentale. È l’arbitro della verità: il web tutto conserva e nulla perde. Non è l’unica cosa che l’entourage di Mina non ha calcolato in questo “brutto pasticciaccio” della ricerca dell’autore sconosciuto su Internet. Ieri alle 18.36 l’Ansa batte la notizia: «Si tratta del musicista Mario Nobile, che 15 anni fa inviò alla cantante un provino piano e voce con testo di Paolo Limiti». L’agenzia di stampa attribuisce il ritrovamento «al tam tam sul Web». In realtà, a ben guardare il sito della cantante, la pagina su Facebook e i commenti a margine del video su YouTube, quella che si presentava come “redazione” di Mina nulla ha dichiarato sulla triste scoperta fino alle 20.17.
Un ritardo grave: ovviamente a quell’ora la notizia è già rimbalzata di sito in sito e sulla sola bacheca di Facebook sono centinaia i messaggi dei delusi, di chi si sente preso in giro. Questo è un progetto condotto male sin dall’inizio, criticato dagli esperti del settore ma, soprattutto, dal quel popolo del Web che è molto più maturo di quanto credono inesperti esploratori della pubblicità tradizionale. Imbarazzante, poi, come è stato svelato l’arcano sul sito ufficiale, soprattutto in chiusura del comunicato: «I due avevano già lavorato con Mina negli anni scorsi, componendo insieme brani come Credi, Viva Lei e Adagio». Una vecchia comitiva, insomma, e come scrive tale Camillo Mungiguerra sulla bacheca della Tigre di Cremona: «E noi poveri co…oni che ci abbiamo creduto veramente». Dal lancio dell’iniziativa fino alla scoperta degli autori, il tragitto segnato dallo sbarco di Mina sul Web è la parabola discendente di una triste storia di social media marketing all’amatriciana.
Vergogna senza limiti
Peccato che proprio qualche sera fa il buon Paolo Limiti, ospite del G’ Day di Geppi Cucciari su La 7, avesse fatto orecchie da mercante alla ricerca intrapresa dall’amica Mina. Forse ne ha scritte così tante di canzoni che non si ricordava di avre scritto anche questa qualche anno fa. Purtroppo non sono riuscito a rintracciare in rete lo spezzone incriminato, mi limito a postare questo: Paolo Limiti da Geppi Cucciari – 19/10/2011
Se proprio hai ancora tanta voglia di ascoltare la canzone, eccola qua…








