Ebbene sì, per sopperire alla mancanza di personale l’Università di Oxford ha deciso di offrire ad esperti di lingua antica la possibilità di collaborare alla traduzioni dei papiri di Ossirinico, vasto patrimonio documentario ancora in fase di traduzione, e di altri importanti documenti conservati presso il British Museum.
Il progetto é unico nel suo genere e permette di comprendere quali possono essere le potenzialità del web per il supporto alla ricerca e alla conservazione di antichi documenti; potenzialità di cui il mondo del patrimonio culturale sembra accorgersi un po’ in ritardo.
In questo modo la cultura esce dalle porte del museo approdando sulla Rete e cambiando in questo modo anche la sua stessa definizione. La cultura diventa infatti una wiki-cultura in quanto “condivisa” e partecipata.
Stupisce come un’istituzione quale é l’Università di Oxford affidi una tale attività a esperti sconosciuti valorizzando il contributo di volontari e appassionati per terminare l’attività di ricerca su tale patrimonio. Da una parte è quindi interessante la scelta che è stata intrapresa dagli studiosi dall’università, dall’altra c’è chi si domanda se forse non sarebbe stato meglio ristringere tale attività a studiosi esperti o studenti di lettere o archeologia.
E” importante dunque valutare come ad un’ esigenza culturale e conservativa e ad una carenza istituzionale il web ha permesso di trovare un soluzione, sebbene non definitiva e con tutte le sue limitazioni.
foto | Stephen McKay [CC-BY-SA-2.0], via Wikimedia Commons







