Una delle frontiere dell’economia “wiki” è la cosiddetta innovazione partecipata. Ad Ascoli Piceno, nelle Marche, questi processi sono concretamente applicati nella creazione di un’area sul modello “Smart City”: Ascoli21. Cerchiamo di capirne di più con Agnese Bertello, coordinatrice del percorso di progettazione partecipata “Io Partecipo” di Ascoli21.
Cos’è esattamente il progetto Ascoli 21? Come e quando è nata l’idea?
Il progetto è partito nel febbraio 2010 quando un gruppo di imprenditori del Piceno ha deciso di unirsi in un consorzio, che ha preso il nome di Restart, per provare a proporre un progetto alternativo che riguardasse l’area industriale della ex SGL Carbon di Ascoli Piceno. Un’area dismessa di proporzioni enormi (pari per dimensioni al centro storico della città) che da tempo sopravvive in condizioni di degrado e abbandono. Si tratta di un progetto complesso che arriverà a conclusione nel corso di diversi anni.
Da un lato, questa complessità è determinata dal fatto che l’area deve essere bonificata: la SGL Carbon era una industria pesante e pesante è il livello di inquinamento del territorio che ha lasciato in eredità. Dall’altro, è dovuta al fatto che la progettazione di un’area così estesa coinvolge direttamente il Comune, la Provincia, la Regione: per intervenire sono necessarie modifiche al piano urbanistico e quindi devono essere portate a conclusione una serie di procedure amministrative complesse.
Il progetto prevede la realizzazione di un Polo Tecnologico e Culturale (che punta sull’innovazione tecnologica e genera occasioni concrete per un rilancio economico e un nuovo sviluppo del territorio), un’area residenziale e un parco urbano. L’intera area sarà progettata secondo criteri di sostenibilità ambientale e sociale puntando a diventare un progetto d’avanguardia e un modello per altre situazioni analoghe in Italia.
Cos’è esattamente una Smart City?
L’idea delle Smart City è stata lanciata in Europa per rispondere in maniera concreta alle sfide imposte dal cambiamento climatico. Si tratta di una sfida globale, planetaria, ma che può essere vinta solo con azioni mirate, capillari, locali. Si tratta di ridurre i consumi delle città, lavorando in maniera sistemica sull’efficienza, sul risparmio energetico, su nuovi modelli di mobilità. Questo significa progettare in maniera integrata e coerente tutto l’insieme delle funzioni, delle attività, delle esigenze di una città. Ciascuna città dovrà nel tempo trovare il suo volto “smart”, perfettamente calibrato su quello che è il modo di vivere la città da parte dei cittadini.
Per farlo è necessario conoscere esattamente l’entità dei consumi e la loro evoluzione nel tempo, individuando risposte su misura, tailor made, come si diceva una volta. L’elemento fondamentale è quindi quello della conoscenza: di cosa è fatta una città? Anzi meglio: di cosa è fatta questa città? Come ci si muove in questa città? Una Smart City è una città in cui i consumi, da quelli degli edifici a quelli dei veicoli, e le esigenze dei cittadini sono costantemente monitorati attraverso una rete integrata di sensori che invia queste informazioni a un computer centrale in grado di elaborarle e di consentire così la definizione di risposte adeguate. Tutto questo è possibile grazie allo sviluppo delle tecnologie ITC: da questo punto di vista, però, su alcuni fronti però siamo ancora in una fase sperimentale.
I principi del progetto di Ascoli21 sono sostenibilità, innovazione, partecipazione. Riesci a spiegarci come questi valori si traducono in iniziative concrete?
La partecipazione è un altro concetto chiave della Smart City, basti pensare che alcuni esperti ne parlano come di una city 2.0 o di un modello “wiki” applicato alla città: questo per dire quanto è determinante l’idea del coinvolgimento dal basso. E’ sulla base degli stimoli, degli input di tutti i tipi che vengono dai cittadini, che si costruisce l’ossatura della smart city. Per questo, anche nella fase di progettazione si è cercato massimamente di dare ascolto alle voci della città.
La sostenibilità è ed è destinata a restare un concetto chiave della nostra epoca: significa ridurre all’osso l’impatto sull’ambiente della nostra presenza, perché le generazioni che verranno possano godere dello stesso meraviglioso ambiente naturale e della stessa qualità della vita. Nello specifico, significa costruzione di edifici a basso impatto ambientale, produzione di energia da fonti rinnovabili adatte al territorio, gestione del ciclo dei rifiuti, efficienza energetica, mobilità intelligente (piste ciclabili, car sharing, auto elettriche…)
Innovazione, invece, significa usare le tecnologie più avanzate a disposizione sul mercato per essere più sostenibili: sono concetti legati tra loro. Per questo, è fondamentale continuare a fare ricerca, sostenendo giovani ricercatori che hanno idee brillanti da proporre e che hanno il coraggio di buttarsi in nuove imprese. Il polo tecnologico serve essenzialmente a questo.
È evidente che Ascoli21 coinvolge un insieme di attività in diversi ambiti: dall’architettura alla green economy, fino all’innovazione tecnologica. Quanti sono gli attori coinvolti nel network e come vengono coordinati? E che cosa può fare il semplice cittadino che vuole partecipare attivamente?
Come ho detto, è un progetto che ha diverse fasi, diverse tappe da affrontare. Coinvolge effettivamente una molteplicità di figure; queste però entreranno in campo in maniera importante in fasi diverse. Per intenderci, oggi l’attenzione è sulla bonifica, siamo in attesa della risposta definitiva da parte delle amministrazioni sul progetto esecutivo di bonifica; si sta lavorando per costruire la rete di università, centri di ricerca nazionali e internazionali che saranno coinvolti nel Polo Tecnologico, ma questo entrerà in funzione più avanti. Lo stesso si può dire per quanto riguarda il progetto architettonico: per ora non c’è, proprio perché è prematuro, stiamo lavorando alla definizione dei principi generali, cioè appunto la sostenibilità, l’efficienza, l’accessibilità. Anche gli architetti saranno quindi direttamente coinvolti più avanti.
Quello che invece Restart sta portando avanti da tempo, e in maniera lungimirante, è una serie di attività di confronto con i cittadini. La SGL Carbon rappresenta un pezzo importante della storia della città, dato che intere generazioni di ascolani vi hanno lavorato. Per questo sono stati fatti una sessantina di incontri con i cittadini, le associazioni, i gruppi consiliari, le confederazioni sindacali, e le associazioni di categoria per avviare un percorso di progettazione partecipata ed elaborare una proposta unica per la progettazione dell’area.
È stato facile trovare finanziamenti per il progetto?
L’entità della crisi attuale la conosciamo tutti. Un progetto come Ascoli21 richiede investimenti molto ingenti distribuiti su un arco di tempo piuttosto lungo. Gli imprenditori che hanno avviato il progetto hanno scelto coraggiosamente di investire direttamente su questo progetto in maniera significativa. A questo sforzo si aggiunge quello delle amministrazioni del territorio. Ma non è ancora sufficiente; sono necessari finanziamenti del Governo – attraverso specifici fondi messi a disposizione per il recupero e il rilancio di zone del territorio italiano in grave difficoltà (Fondi FESR/FSE) – e si sta cercando di ottenere anche l’interesse e il sostegno dell’Unione Europea e della BEI.
Pensate che questo progetto possa essere replicato in altre città? Quali sono altri begli esempi di Smart City?
Come ho già affermato, ogni città deve elaborare un modello adeguato alle sue esigenze. Non esistono oggi città interamente progettate secondo questi principi. Alcune città europee, come Londra, Amsterdam, Amburgo, stanno facendo molto in questa direzione, ma si tratta per lo più di progetti di estensione territoriale più limitata: un quartiere, un edificio, uno stadio o un centro polifunzionale. In paesi come gli Emirati Arabi, ma anche come la Cina, si stanno invece progettando da zero nuove città secondo principi “smart”. Noi dobbiamo ovviamente trovare una soluzione che sia adeguata alla nostra storia, al nostro patrimonio architettonico, alla nostra conformazione territoriale: non possiamo prescindere da questi vincoli. In Italia le città che si stanno muovendo con maggiore determinazione in questa direzione sono Genova, Bari, Torino, Milano, ma ci sono anche moltissimi altri comuni più piccoli.
Grazie Agnese per l’intervista e complimenti per il bellissimo progetto che continueremo a seguire! Un ringraziamento va anche alla gentile disponibilità di Flavia Narducci.
Per seguire il progetto: www.ascoli21.it






