Caro blogger, ti pago 20 euro al mese e tu mi scrivi 40 pezzi

In questa rubrica parliamo di comunicazione e collaborazione nell’era del web 2.0. Molti cercano di lavorare in questo ambito, cercano di farsi una professione, cercano di guadagnare qualcosa per vivere dignitosamente. E oggi parliamo di questo: di dignità.

Il titolo dice già tutto. Potrei chiudere qui il post. Con un bel no-comment.

Ma ci tengo a dare qualche dettaglio in più. In giro per la rete si trovano svariati annunci di una società editoriale molto attiva in Italia con un esteso network di blog. Questi annunci sono rivolti a blogger che abbiano voglia di scrivere sui loro portali tematici. Ecco qualche stralcio:

Cerchiamo veri appassionati in materia [...] Persone sempre aggiornate sull’argomento.

Si richiede serietà, capacità di scrittura, conoscenze base nell’uso del pc, conoscenze della rete, ma soprattutto passione per l’argomento trattato.

Il lavoro, naturalmente retribuito, permette un arrotondamento mensile considerevole e richiede poche decine di minuti al giorno ma da fare con passione e in maniera costante.

Ebbene, fonti assolutamente sicure, a me molto vicine, hanno superato la selezione e sono arrivate alla soglia del contratto, per poi fermarsi di fronte alla proposta economica: 20 euro al mese, per un impegno minimo di 40 pezzi, di cui non meno di 10 alla settimana pena l’inadempienza. Inizialmente credevo di avere capito male: forse saranno 20 euro a post. Ma in effetti pareva troppo, in un mondo in cui i giovani giornalisti si sbattono a destra e a sinistra per essere pagati poche decine di euro a pezzo (e a volte manco arrivano alla decina). Si parla, invece, proprio di 20 euro al mese. Quindi, se la matematica non è un’opinione, 20 euro diviso per 40 pezzi significa 50 centesimi a post. Ovviamente si richiedono persone appassionate, competenti, sempre aggiornate, serie etc. etc.

Non ci credete? Ho le prove, cito direttamente il contratto (è in inglese) omettendo il nome della società in questione:

In consideration of the performance by the Content Writer of his obligations under this Agreement, XXX YYY shall the Content Writer for Articles that are published on a XXX YYY website only and the publication of Articles on a XXX YYY website shall be under the sole discretion of XXX YYY. XXX YYY shall pay the Content Writer twenty euro (€20) per month in monthly instalments on the basis of 40 published articles per month. Where greater than or less than 10 articles are published in any week, the consideration will be adjusted accordingly. However, where less than 10 articles are published for 2 (two) consecutive weeks, XXX YYY reserve the right to terminate the contract with immediate effect.

Insomma, considerando una classica settimana lavorativa di 5 giorni, in media ogni giorno un blogger dovrebbe dedicare parte del suo tempo per scrivere 2 pezzi, ovviamente appassionati, competenti, aggiornati, seri e ben scritti. Per portarsi a casa 1 euro al giorno. Mi viene in mente il buon Lino Banfi in quel film in cui diceva al dottor Thomas: “Ce l’ha una scopa? Siccome m’è rimasto il sedere libero, già che ci sono do una pulitina all’ambiente”:

Immagine anteprima YouTube

Adesso interroghiamoci tutti con la seguente Lista.

LISTA dei MODI per ottenere 20 euro senza bisogno di usare il proprio prezioso ingegno al fine di scrivere 40 articoli tematici ogni mese:

- chiederli in unica soluzione alla cara zietta o, in alternativa, alla nonnetta
- montare su un piedistallo in piazza del duomo e rimanere fermi, cercando di fare la statua umana, basteranno poche ore e poi ti paghi anche la lezione di stretching in palestra
- scegliere un semaforo libero e mettersi a lavare i vetri alle auto
- lavorare circa 4 sere come cameriere, c’è anche il rischio di inciuciare qualche biondona
- prendere un flauto e suonare a casaccio nella piazza centrale della tua città
- mettersi a cantare lungo una delle vie dello shopping, se sei bravo guadagni, se non sei bravo ti pagano per smettere
- pescarli di notte dalla vasca portafortuna della tua città
- aiutare cinque-sei signore anziane ad attraversare la strada, o (versione bis) aiutarle a portare la spesa (ricompensa garantita!)
- fingersi raccoglitore di offerte durante una celebrazione in chiesa (immorale!)
- chiederli sfrontatamente a passanti sconosciuti sostenendo di dover acquistare il biglietto per il Frecciarossa

… altri ? Attendo i vostri commenti e i vostri contributi alla Lista…

Fonte immagine: qui

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Cura per WikiCulture la rubrica Wiki.Com - Notizie, idee, strategie e tendenze di comunicazione e marketing nell'era della partecipazione collettiva, del 2.0 e del web collaborativo

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72 total comments on this postSubmit yours
  1. Francesco, non mi pare di aver scritto da qualche parte che sia giusto non pagare chi lavora. Magari però, se tu non avessi avuto la possibilità di fare gli stage che hai fatto adesso non avresti il curriculum che hai. Magari molti giovani pieni di capacità possono continuare ad approfittare di stage per formarsi, perché no. Al momento in cui come te si sentiranno pronti ad esigere quanto ritengono giusto sicuramente lo faranno, no ?

    Io credo che il buon imprenditore ed il buon collaboratore, alla fine, si trovano sempre tra loro. Anche se la ricerca spesso è lunga e tortuosa. :-)

  2. Viva l’ottimismo, ma l’ottimismo non paga il mio affitto. Se poi vogliamo fare chiacchiere da bar sport, accomodiamoci pure.

  3. Io sono d’ accordo con fabio : se queste aziende non trovassero persone che accettanno di lavorare per 50 centesimi a post, allora alzerebbero l’ offerta.

  4. Lorenzo, anche a me capita di scrivere cose che più di un post uso ritenere “un parto”. Quell’articolo, quella ricerca, quel link, quel riferimento, quella cura nella forma oltre che ricerca di immediatezza e semplicità nel contenuto…E’ vero, a volte capita di scrivere cose che anche dargli un prezzo potrebbe sembrare un sacrilegio.

    Ma il più delle volte capita di chiedere ad un collaboratore freelance qualcosa di easy, che serva a mantenere alta l’attenzione magari mentre io sono di là che mi sforzo di affinare il pezzo che sto scrivendo. Qualcosa di dignitoso che sia intorno alle 300 parole e che non consti per forza di cose di ore ed ore di riflessioni e duro lavoro. In fin dei conti credo di aver scritto un bel po’ di parole nell’ultima oretta e mezzo, a braccio, in atmosfera di gradito confronto, non retribuito. Allora la domanda che sorge spontanea è : “perché si decide di intraprendere la carriera dello “scrittore dell’internet” ?

    Soldi, passione, stato dell’arte…anzi, già che ci sono ti incollo quello che ho scritto qui sopra : “Lavoro, merito, capacità, volontà, ambizione, crescita,remunerazione economica, sono tutte parole che debbono esser contenute nella stessa frase per poter avere un senso compiuto. I.M.H.O ovviamente. ”

    Grazie della cura con la quale state rispondendo alle mie domande. :-)

  5. X Lorenzo B.: volevo escludere i giornalisti professionisti perchè questo mondo di freelancer è fatto gran parte da persone che amano scrivere e spesso i giornalisti guardano a questo mondo con un certo “schifo”.

  6. @Davide buffo quello che dici, non che non lo condivida. Ma se ci fate caso i siti delle grandi testate nazionali sono pieni di infomercial e articoletti scritti in meno di 200 parole, scritti con i piedi e pieni di errori di ortografia dalla “Redazione Online” al solo scopo di aumentare le pageviews forse gratuitamente e “in cambio” di un patentino da giornalista dopo qualche anno.

  7. io per il cameriere ho guadagnato 30 euro a sera… dalle 17 alle 4.

    cmq ottimo articolo, così come i programmatori, anche i piccoli scrittori si sottovalutano, e questo è un male

    chissà perché le concessionarie di auto non fanno a gara a chi vende l’auto a minor prezzo possibile

  8. @g3cko: è perche i venditori di auto non usano molto internet :P

  9. X Lorenzo B.: … magari dessero il patentino a tutti quei neo laureati che si danno tanto da fare per le grandi testate giornalistiche per un po’ di pageview… purtroppo la realtà è peggiore.
    Ciao

  10. @Gianlu 50 cent è meglio di niente? A me semplicemente sembra una presa in giro (anche con il revenue share per Adsense) per il semplice fatto che gli scrittori per te non sono un accessorio ma il cuore del tuo sito. Per tua stessa ammissione non sapresti fare di meglio per cui quel sito senza di loro non esisterebbe.

    Mi meraviglio che nonostante queste condizioni trovi anche qualcuno disposto a farlo.

  11. Lasciatemi aggiungere un ultima cosa che possa servire a dare una bella sveglia a tutta la categoria.

    Un bel post-manifesto di Copyblogger:

    http://netdna.copyblogger.com/documents/TheWriterRunsThisShow.pdf

    Buon lavoro a tutti e ricordatevi di vendere cara la pelle!

  12. Lorenzo, io non pago 50 cent ad articolo, vedi il mio blog e lo scoprirai, tendo a valorizzare i nuovi articolisti…e sono alla ricerca di nuovi blogger. sono daccordo che un vero blogger vada pagato adeguatamente, ma un vero blogger deve saper scrivere da subito e deve saper cosa scrivere, e ripeto, ce ne sono pochi!

  13. @Gianlu ma scusa come fai le selezioni? Prendi gente a caso e poi gli chiedi se sa scrivere? Non ti fai mandare un pezzo che han già scritto? Non è che ci si possa improvvisare a scrivere.

    Capisco ora la distinzione che fai: per te il blogger è uno che scrive “così-così” per il web, tanto per conquistare query-space su Google.

    Comunque, citando dal tuo sito:

    “”"
    Perchè INNOVATIVO? perchè non è il classico paid to write, che ti offre guadagni solo grazie ad AdSense(visualizza la guida per registrati ad AdSense), ma ti paga fino a 5 euro ad articolo, partendo il primo mese da 50 centesimi per ogni articolo approvato, che è considerato mese di prova, superata la prova, dal secondo mese, guadagnerai 1 euro ad articolo, il terzo mese 2 euro, e cosi via fino ad arrivare al sesto mese dove guadagnerai 5 euro ad articolo
    “”"

    Quindi il primo mese sono 50 cent ad articolo + Adsense. Praticamente solo dal sesto mese in poi si negozia. Oltretutto il tuo banner recita “Sai scrivere. Vuoi diventare ricco?” e cliccando ti trovi con la spiegazione citata sopra. Sinceramente mi viene da ridere! Inoltre mi domando quante persone possano permettersi di perdere anche solo 1 minuto del proprio tempo per 50 cent ad articolo.

    Io non li leggerei neanche gli articoli se mi pagassero 50 cent ad articolo!

    Comunque chapeau per parlarne apertamente, seppure sotto pseudonimo.

  14. Lorenzo, non è facile trovare gente con poche visite sul blog, quindi si, cerco anche un po a cavolo, detto questo bisogna fare attenzione, ci sono blog e blog…
    in molti casi, gli articoli su un blog sono per lo più delle news, o delle news approfondoite come vedi sui blog di tecnologia in genere…e come nel mio caso su android…
    quindi a volte per fare un articolo basta davvero poco, per ora non ho bisogno di grandi blogger, chiaramente è una ruota + articoli + tempo + blogger + soldi da investire + qualità + visite + ritorni..ci vuole tempo..

    se trovo blogger capaci sarò il primo a volermeli tenere stretti e a negoziare una quota adeguata, senza aspettare il 6 mese…

    pero per farti un esempio, già dal terzo mese, un blogger anche poco esperto, mettiamo il caso classico, uno studente di ingegneria…appassionato di telefonia(come potevo essere io qualche anno fa) vuole arrotondarsi qualcosa, nei momenti di pausa dallo studio/svago…
    se viene sul mio blog, già dopo il terzo mese, puo fare questo tipo di guadagno: con 1 ora e mezza, puo scrivere 3 news al giorno in media, quindi mezzora a news, news anche di solo 200 parole + un immagine presa dal web. al mese arriva a 90 articoli circa…90 * 3 = 270 euro + 30% bonus = 350 euro… che sono cmq un compenso… se vai a fare il calcolo 45 ore di lavoro x 350 euro sono circa 8 euro l’ora.

    e questo scrivendo anche solo 3 news al giorno.

  15. Una mia ex amica pagava 1,50 euro ad articolo su un sito che poi ha venduto… ben 3 volte tanto! Sono commossa XD
    E anche un po’ inorridita. Io i miei articolisti non li pago proprio (siamo un sito no profit), ma ho almeno la decenza di chiedere un articoletto o la recensione di un libro a settimana.

    C’è di contro che esistono nuovi marketplace (tipo Scribox.it) che cerca di ovviare queste cose e paga a numero di parole (quindi i famosi 20 euro si guadagnano per un solo articolo talvolta) e sono un po’ più sicuri… se sai scrivere di app e tecnologia.

  16. Non me ne vogliate, ma tra tutti i conti vi siete scordati di pagare le tasse ed il commercialista.

    Sono tutte LORDE le cifre, seppur piccole, di cui si parla.

    Perche mi immagino che su quei bei 50 cent ad articolo ci sia da versare la ritenuta d’acconto (per il datore) e da fare tutte le dichiarazioni.

    o no?

  17. @federico bergna

    fai un fischio quando il sito funziona anche con Chrome.

    Detto ciò non mi piace un servizio dove quanto valgo lo stabilisce qualcun altro. Preferisco battermi sulla qualità che sul prezzo e scrivere 1 pezzo buono e guadagnare di più su quello che su 10 pezzi medi.

    Sarebbe secondo me più interessante un sito che agisca come l’iStockphoto dell’editoria o meglio come Getty Images e Corbis che gestiscono le royalty dei prodotti editoriali. Date un occhiata ai parametri delle licenze per le foto su Corbis e capirete di cosa parlo. L’autore del prodotto stabilisce il prezzo (magari consigliato da chi gestisce la piattaforma) e il titolare della piattaforma si tiene una commissione per aver fatto incontrare domanda e offerta.

    Sono al corrente che qualcosa del genere già esista ma non nelle fattezze in cui ve l’ho descritta.

    In alternativa adesso ci sarebbe anche da pubblicare i propri lavori come Amazon Singles.

  18. Grazie a tutti, davvero, per le visite, i commenti, la partecipazione, la voglia di discutere. E’ grazie a tutti voi se questa storia, raccontata in questo post, non è andata dispersa nel mare delle Rete ma è diventata il simbolo di un movimento di coscienze #nofreejobs.

    Abbiamo pubblicato 2 nuovi POST che parlano del fenomeno “No Free Jobs”. Crediamo che siano interssanti, vi invitiamo a leggerli e a commentare:

    “No Free Jobs, tra mito e leggenda. Come tutto ebbe inizio.”
    http://www.wikiculture.net/2011/11/15/no-free-jobs-come-tutto-ebbe-inizio/

    “No Free Jobs, da Generazione Mille Euro a Generazione Sottocosto. La svalutation dell’ingegno.”
    http://www.wikiculture.net/2011/11/15/no-free-jobs-da-generazione-mille-euro-a-generazione-sottocosto-la-svalutation-dellingegno/

    #nofreejobs

  19. Ovviamente se non è retribuito non è lavoro.
    Ma se c’è il lavoro, come fanno a non esserci soldi?

  20. E’ venuto il momento di fare qualcosa di propositivo!
    Torniamo a parlare di No Free Jobs, e questa volta parliamo di TEMI: proponiamo al nostro nuovo Presidente del Consiglio 10 cambiamenti!!! Forza, aspettiamo i vostri commenti costruttivi, realizziamo un decalogo, un manifesto, 10 spunti, 10 riflessioni, #10cambiamenti

    #nofreejobs #10cambiamenti

    Qui:
    http://www.wikiculture.net/2011/11/23/caro-presidente-la-generazione-sottocosto-propone-10cambiamenti/

    Commentate e… aiutateci a fare sharing, condividiamo su Facebook, Twitter, a voce, ditelo a tutti… #10cambiamenti

  21. Lo so che è sciocco passare via via per i blog e scrivere un messaggio del genere, ma la mia è solo una richiesta di essere letta e ascoltata, per non perdere la voglia che ho sempre avuto. La voglia di SCRIVERE.
    http://nessunavoce.blogspot.com/
    Grazie.

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