Caro blogger, ti pago 20 euro al mese e tu mi scrivi 40 pezzi

In questa rubrica parliamo di comunicazione e collaborazione nell’era del web 2.0. Molti cercano di lavorare in questo ambito, cercano di farsi una professione, cercano di guadagnare qualcosa per vivere dignitosamente. E oggi parliamo di questo: di dignità.

Il titolo dice già tutto. Potrei chiudere qui il post. Con un bel no-comment.

Ma ci tengo a dare qualche dettaglio in più. In giro per la rete si trovano svariati annunci di una società editoriale molto attiva in Italia con un esteso network di blog. Questi annunci sono rivolti a blogger che abbiano voglia di scrivere sui loro portali tematici. Ecco qualche stralcio:

Cerchiamo veri appassionati in materia [...] Persone sempre aggiornate sull’argomento.

Si richiede serietà, capacità di scrittura, conoscenze base nell’uso del pc, conoscenze della rete, ma soprattutto passione per l’argomento trattato.

Il lavoro, naturalmente retribuito, permette un arrotondamento mensile considerevole e richiede poche decine di minuti al giorno ma da fare con passione e in maniera costante.

Ebbene, fonti assolutamente sicure, a me molto vicine, hanno superato la selezione e sono arrivate alla soglia del contratto, per poi fermarsi di fronte alla proposta economica: 20 euro al mese, per un impegno minimo di 40 pezzi, di cui non meno di 10 alla settimana pena l’inadempienza. Inizialmente credevo di avere capito male: forse saranno 20 euro a post. Ma in effetti pareva troppo, in un mondo in cui i giovani giornalisti si sbattono a destra e a sinistra per essere pagati poche decine di euro a pezzo (e a volte manco arrivano alla decina). Si parla, invece, proprio di 20 euro al mese. Quindi, se la matematica non è un’opinione, 20 euro diviso per 40 pezzi significa 50 centesimi a post. Ovviamente si richiedono persone appassionate, competenti, sempre aggiornate, serie etc. etc.

Non ci credete? Ho le prove, cito direttamente il contratto (è in inglese) omettendo il nome della società in questione:

In consideration of the performance by the Content Writer of his obligations under this Agreement, XXX YYY shall the Content Writer for Articles that are published on a XXX YYY website only and the publication of Articles on a XXX YYY website shall be under the sole discretion of XXX YYY. XXX YYY shall pay the Content Writer twenty euro (€20) per month in monthly instalments on the basis of 40 published articles per month. Where greater than or less than 10 articles are published in any week, the consideration will be adjusted accordingly. However, where less than 10 articles are published for 2 (two) consecutive weeks, XXX YYY reserve the right to terminate the contract with immediate effect.

Insomma, considerando una classica settimana lavorativa di 5 giorni, in media ogni giorno un blogger dovrebbe dedicare parte del suo tempo per scrivere 2 pezzi, ovviamente appassionati, competenti, aggiornati, seri e ben scritti. Per portarsi a casa 1 euro al giorno. Mi viene in mente il buon Lino Banfi in quel film in cui diceva al dottor Thomas: “Ce l’ha una scopa? Siccome m’è rimasto il sedere libero, già che ci sono do una pulitina all’ambiente”:

Immagine anteprima YouTube

Adesso interroghiamoci tutti con la seguente Lista.

LISTA dei MODI per ottenere 20 euro senza bisogno di usare il proprio prezioso ingegno al fine di scrivere 40 articoli tematici ogni mese:

- chiederli in unica soluzione alla cara zietta o, in alternativa, alla nonnetta
- montare su un piedistallo in piazza del duomo e rimanere fermi, cercando di fare la statua umana, basteranno poche ore e poi ti paghi anche la lezione di stretching in palestra
- scegliere un semaforo libero e mettersi a lavare i vetri alle auto
- lavorare circa 4 sere come cameriere, c’è anche il rischio di inciuciare qualche biondona
- prendere un flauto e suonare a casaccio nella piazza centrale della tua città
- mettersi a cantare lungo una delle vie dello shopping, se sei bravo guadagni, se non sei bravo ti pagano per smettere
- pescarli di notte dalla vasca portafortuna della tua città
- aiutare cinque-sei signore anziane ad attraversare la strada, o (versione bis) aiutarle a portare la spesa (ricompensa garantita!)
- fingersi raccoglitore di offerte durante una celebrazione in chiesa (immorale!)
- chiederli sfrontatamente a passanti sconosciuti sostenendo di dover acquistare il biglietto per il Frecciarossa

… altri ? Attendo i vostri commenti e i vostri contributi alla Lista…

Fonte immagine: qui

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Cura per WikiCulture la rubrica Wiki.Com - Notizie, idee, strategie e tendenze di comunicazione e marketing nell'era della partecipazione collettiva, del 2.0 e del web collaborativo
73 total comments on this postSubmit yours
  1. Ciao a tutti,
    conosco fin troppo bene questa situazione! Tantissime volte mi è capitato di leggere questi annunci in forum dove si cerca lavoro e proprio poco tempo fa ho scritto più di 100 articoli per soli 20 euro! Ovviamente gli accordi erano diversi altrimenti non avrei mai accettato!:-(
    La situazione è vergognosa quindi non si possono più accettare lavori per così poco!:-(
    Ciao
    Elisa

  2. Confermo che la professione di blogger, articolista, web editor deve ancora affermarsi…

  3. Hai ragione Daniele, purtroppo ancora non è una professione affermata! Infatti ho deciso che per ora scriverò solamente nei miei blog!

  4. Sì, la situazione è drammatica, in vari modi.
    Provochiamo un po’… Che altri modi conoscete per guadagnare 20 euro senza dare soddisfazione a queste società?
    ;-)

  5. si che e’ affermato. basta andare nei posti giusti
    articoliinvendita.net

  6. Il vero problema è che c’è troppa offerta. Ci sono milioni di blogger e/o giornalisti che comunque anche a quel prezzo scrivono post. Se invece ce ne fossero pochi allora lo stipendio aumenterebbe sicuramente. Ho un amico che ogni tanto scrive articoli sportivi per la Gazzetta dello Sport sapete quanto lo pagno? 5 euro ad articolo! Ed è un giornalista con esperienza!

  7. -rivendersi l’amata giacca di pelle che ormai non ti va più bene….
    per farmi pagare a quelle cifre scrivo gratis piuttosto….. disposta a tutto, ma cavolo…. non esageriamo ora!!!

  8. Mi è arrivato un messaggio del genere.
    Ho risposto chiedendo il compenso.
    Mi hanno risposto a loro volta.
    Sono rimasto davanti alla mail disorientato.
    Non ho più contestato.
    Ho preso un alimentatore da un vecchio pc.
    L’ho messo in vendita su eBay.
    Ho guadagnato 23 euro.
    E potrei concludere qui.
    Tanto… ci siamo capiti, no?

  9. Anche portare alle librerie dell’usato libri di testo, fumetti, romanzi, dizionari ecc è un altro modo per guadagnare 20 €, forse anche di più!

  10. Allora quando tre anni fa mi hanno offerto 4 euro a post mi era andata bene? Sarà la stessa società? Comunque, ovviamente non ho accetato.

    Credo che un blogger con un minimo di esperienza riesca a guadagnare di piu’ con i suoi blog. La comunità e la reputazione si devono costruire, è vero, ma si può fare da solo. E’ questo il bello del web, vero?

    Ci sono tante aziende che parlano di social media ma ancora non hanno capito niente (o forse hanno capito TROPPO bene)…

    Congratulazione, l’articolo è fantastico.

    Ciao,

    Barbara

  11. Scusa ma secondo me ti stai sbagliando: un cameriere li prende in una sola serata 20 euro.

  12. Alla fine conviene impiegare il tempo sui propri progetti. Mettendo qualche banner pubblicitario è possibile guadagnare anche di più!

  13. Confermo, la triste realtà. Nessuno dovrebbe accettare per cifre ridicole… inizierebbero a retribuire in modo differente!

  14. Ciao! Vi segnalo questo annuncio che ho trovato oggi…così perchè sono rimasta un po’ “perplessa”. Vuoi diventare pubblicista? Bene sostieni (economicamente con una donazione) la nostra associazione. Leggete qui:

    http://www.buonenotizie.it/manifesto/diventa-pubblicista/
    DIVENTA PUBBLICISTA

    L’Associazione Buone Notizie ti offre un’opportunità che pochi altri editori sono disposti ad offrirti con la stessa serietà e competenza: consentirti di iscriverti all’albo dei pubblicisti. Per iniziare il tuo percorso ed entrare a far parte della nostra redazione è necessario innanzitutto iscriversi alla nostra Associazione come socio sostenitore. In questo modo vogliamo creare un senso di appartenenza e continuità al progetto per metterti nelle condizioni ideali di partecipare, anche a distanza, alle attività della redazione. Avrai così l’opportunità di iscriverti all’albo dei giornalisti pubblicisti presso l’Ordine dei Giornalisti della tua regione di residenza, dopo soli due anni di collaborazione.

    Per avere maggiori informazioni su come diventare redattore di BuoneNotizie.it contattaci.

    ———–
    Vorrei sottolineare che per diventare pubblicista sono loro a doverti pagare!
    Vah che buona notizia! A voi i commenti!!!!

  15. Ciao Irene!
    Non tutti sanno che per diventare pubblicista bisogna anche dimostrare i pagamenti… se si pubblica free, niente tesserino :-)
    Sono delle persone disoneste…
    Anna

  16. Ciao Anna!
    Sì credo dovrebbe essere più chiaro per tutti come si fa a diventare pubblicisti…soprattutto sul punto economico!

    Comunque quando si trovano annunci poco chiari o scorretti si può fare sempre una segnalazione all’ordine dei Giornalisti della propria zona e ci penseranno loro ad accertarne la validità!!

  17. Ciao. Molto interessante questo post. Credo che sia anche molto in linea con lo stato dei fatti. Mi chiedo…quale potrebbe essere il giusto compenso per stilare un post per conto di un blog? Tenendo ovviamente in considerazione tutte le discriminanti che possono far salire o scendere il valore del pezzo. Diciamo un “prezzo medio ed equo”…

    ciao

  18. Ottimo post.
    Se non lo conosci, ti segnalo il sito Neo Lancer (che a quanto vedo recentemente sembra abbandonato) dove purtroppo la gente gioca al ribasso.
    Guarda questa offerta:
    http://www.neolancer.it/progetti/Catalogo-prodotti-e-accessori-di-bellezza.aspx

    Ricordo anche offerte per creazione logo con budget indicato 30-250€. Vediamo un po, per fare un logo ci metto tre giorni? Sono 10€ al giorno, non male.

    C’è anche il sito Cinkue, http://www.cinkue.com/, dove grafici e articolisti si sbizzarriscono a offrire i propri professionali servizi a partire da 5€.

    Personalmente mi è capitato che una cliente mi abbia chiesto un “sito web semplice”, con “un catalogo prodotti e magari una sezione ecommerce”, ma “semplice, mi raccomando, una cosa veloce”. Offerta: 100€ in nero.

  19. Sono inciampata anche io nello stesso ‘contratto’ (ne ho una copia)
    E’ assurdo, inverosimile.
    Ma questa è l’era della disoccupazione, e c’è chi in preda alla disperazione prende quello che viene anche se ingiusto.
    Il segreto è DIRE NO davanti a proposte indecenti che umiliano le capacità e l’impegno di ciascuno. A costo di restare nel limbo della disoccupazione ancora a lungo.

  20. Con 20 euro al mese non mi pago neanche il costo di connessione e corrente. Purtroppo finchè c’è gente che accetta questi compromessi l’infame “legge” dello sfruttamento non finirà mai.

    Io propongo di denunciare, parlare e divulgare.

    20 euro per 40 articoli? Se spengo il PC e l’ADSL ne risparmio almeno 30

  21. Grazie a tutti per i commenti e la partecipazione. Su Twitter è stato creato (non da noi) l’hashtag #nofreejobs con il quale, poche ore fa, è stato citato anche questo nostro articolo. Ci fa piacere.

    Pensavo alle segnalazioni che state facendo sui vari siti e portali che offrono servizi “al ribasso”… c’è molta indecenza in giro… Anche i siti di user generated advertising, cioè quelli che mettono su un brief e chiedono a mille mila professionisti di scannarsi per un budgettino, non mi sembra che contribuiscano al rispetto delle professioni e della qualità del lavoro dei professionisti.

    In positivo, qualcuno invece conosce siti che selezionano sulla base della qualità e pagano dignitosamente i professionisti che vi collaborano?

  22. Io direi che la cosa assurda non è chi propone, ma la massa di idioti che accetta di lavorare per 50 centesimi a post.

    Finchè pseudo blogger accetteranno di scrivere per 50 centesimi….

  23. Carissimi, il mio personale contributo alla causa http://www.linkiesta.it/blogs/viva-l-italia/no-free-jobse-scoppiata-la-rivolta-rete

    Anna

  24. Che ne dite se cominciamo a fare una lista di proscrizione di aziende/siti che chiedono (gratis) prodotti professionali? http://francescopiccinelli.wordpress.com/2011/11/09/thefreak_ita-non-faccio-il-titolo-perche-ho-piet/

  25. Si secondo me è il caso di iniziare a raccogliere tutti questi annunci! Anzi chiederei anche di inserirli nella voce “volontariato” e non offerte di lavoro, fanno perdere un sacco di tempo!

  26. Beati voi che prendete 50 cents a pezzo.

    Sul FATTO QUOTIDIANO si lavora gratis.

    E no, non sono tutti personaggi illustri: per buona parte, sono sfigati free lance che sperano in qualcosa che non arriverà.

  27. Il problema è che c’è chi accetta questo pure di vedere ilk proprio nome scritto su qualche pagina.

  28. Consiglio caldamente questo articolo da un blog di copy. Parlavano dell’argomento un po’ di tempo fa.

    http://ilcopywriter.blogspot.com/2010/03/i-capelli-di-hegel-ovvero-come-stanno.html

  29. Mi sono imbattuta esattamente in questo tipo di contratto, esattamente con lo stesso datore di lavoro (lavoro?).
    ovviamente l’ho trovato scandaloso ma poi non ho neppure risposto
    considerando il fatto che neppure come giornalista sono stata pagata ed in diversi contesti.
    il punto però secondo me è: cosa presto a fare la mia opera di ingegno ad altri che non poi non la valorizzano – perchè non essere pagati è una forma di squalificazione del lavoro – ?? correre ai ripari inventandosi il proprio blog
    forse è l’ultima cosa che ci resta. ma direi anche la prima: da dove ripartire per invertire la “nostra sete” di essere in pagine altrui e pensare invece di farci cercare dalle pagine degli altri…

  30. Salve a tutti, vorrei esporre il mio pensiero a riguardo:(paro da amministratore di un blog che fa il pay to write, offrendo 50 cent ad articolo)

    1- parlando da blogger: preferisco scrivere qualocosa che mi interessa e di cui sono appassionato e guadagnare “anche solo” 50 centesimi al pezzo che fare il mimo in piazza del duomo, suonare per strada o fare il lavavetri al freddo!

    2- la maggior parte dei blog ti offre di lavorare GRATUITAMENTE e solo per passione, quindi chi offre 50 cent al pezzo, vuole essere solo un incentivo in più, sicuramente non si vuole pensare che il lavoro del blogger sia un lavoro che ti fa “campare”, a meno che non si parli di testate giornalistiche importanti.

    3- chi offre il pay to write, diamogli il nome che ha, (in molti casi)offre la possibilità di mettere i propri codici adsense, e guadagnare tramite quelli, e come sapete + il pezzo va + ha visite + il blogger guadagna, quindi dipende anche dalla qualità e dalla bravura del blogger il suo compenso!

    4- chi scrive che è piu facile guadagnare facendosi il proprio blog da solo, forse non ha mai fatto un blog, perche con banner ed adsense si guadagnano 10 centesimi al giorno con circa 500 visitatori unici al giorno, e per fare 500 visitatori unici al giorno non è affatto facile! Quindi chi guadagna da solo con il proprio blog, e qualcuno di vero talento che ha impiegato ore e ore(in vari anni impegno) ai propri articoli, tempo e denaro! altri che i 15 minuti richiesti per la notizia che ti fanno guadagnare i 50 centesimi a pezzo!

    5- un blog che nasce ha bisogno di blogger che scrivono per crescere, non sapete in giro, quanti blogger da 4 soldi ci sono! gli articoli che scrivono non valgono neanche 1 centesimo! molte volte sono copiati o scritti da zappe o di 5 righi! quindi trovare un blogger capace non è affatto facile, e sappiate che i 50 centesimi che si offrono sono solo un modo per attirare gente, e un modo per conoscere veri blogger, una sorta di test! capite bene che se un blog trova un blogger capace sono sicuro che saprà poi ripagarlo il dovuto! e non più 50 centesimo ad articolo, ma un modo per trovare gente valida, ce lo volete dare o no?

    questa è la mia riflessione, pensate bene, è facile indignarsi davanti a 50 centesimi, per un “duro lavoro”, ma è davvero difficile trovare chi, quel DURO LAVORO” lo fa davvero, quando scrive un articolo!

  31. Non ho mai letto tante idiozie relative a questo lavoro come quelle scritte nell’articolo di Gianlu.

  32. qualche mese fai provai ad iniziare una battaglia raccogliendo firme per impedire l’apertura e la continuità di alcuni siti che ospitavano thread o sezioni per la compravendita editoriale. Inutile dire che poi non se ne fece nulla perchè raccogliere firme senza poi far chiudere letteralmente quei siti che ospitano questo tipo di sezioni per la compravendita è impossibile. Allora un anno fa ho iniziato a creare IL MIO paid-to-write cercando di adattarlo il più possibile alle esigenze degli autori e dei webwriter (soprattutto economicamente parlando). Attualmente il mio sito ha la funzione di intermediario tra chi richiede testi e chi li scrivi ma da inizio 2012 rivoluzionerò il tutto creando una vera e propria agenzia web di intermediazione editoriale dove gli scrittori che sono all’interno del team, avranno un carico di lavoro tale da avere almeno un minimo garantito di almeno 1000€ al mese (pagamento €0,01 per parole e più, per altri tipi di lavori). Sicuramente un primo passo per iniziare a regolarizzare e dare il giusto valore all’impegno di un webwriter che vuole campare con questo lavoro. Mi permetto di farmi un pò di autopromozione, penso di poter dare una mano un pò a tutti come ho fatto per alcuni miei scrittori attualmente iscritti. http://www.articoliinvendita.net

  33. Gialu sei fuori di testa. Se vuoi fare un blog vedi di farlo crescere da te, con le tue forze. Se non ci riesci, non cercare qualcuno che lo faccia (gratis) per te. La scrittura è una professione e in quanto tale richiede professionalità e la professionalità si paga. Fine della storia

  34. Ciao a tutti, indignados e meno indignados !

    Io credo che come in tutte le cose la verità sia nel mezzo. Tempo addietro mi sono affidato ad alcuni/e ragazzi/e di belle speranze per dei blog che curo, ed in un momento di sovraccarico ho pensato di aver bisogno di una sostanziosa mano.

    La mia offerta è stata di 250 euro mese + il pagamento della ritenuta d’acconto per prestazioni occasionali. In un mese ho fatto una richiesta di 5/6 post a settimana, 20/24 post al mese, per un riconoscimento di circa 12 euro (NETTI) a post.

    Ragazzi laureati in lettere, filosofia, storia dell’arte…gente che dovrebbe saper scrivere come un barbiere sa fare i capelli o un idraulico aggiustare una perdita d’acqua. Non voglio star qui a descrivervi i risultati. Solo a ripensarci mi torna alla mente una tristezza incommentabile. Non volendo neanche parlare di contenuti, mi sembrava di leggere “IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO”.

    Tra questi un paio di loro al contrario si sono dimostrati intraprendenti ed appassionati di scrittura. Ma purtroppo sono durati poco. Infatti mi hanno poi confessato che per un post ci stavano anche un giorno intero sopra e con i 250 euro non ce la facevano. Più di quello, per l’utilità che potevo trarre dai loro scritti, seppur superbi, non mi era possibile offrire, e quindi le nostre strade si sono divise.

    Ora mi chiedo (VI chiedo)…dite che la cifra da me offerta era inadeguata ? Dite che comunque il mondo è pieno di improvvisati che si spacciano per bravi bloggers e non sanno neanche compilare la lista della spesa ? Dite che le cose scritte qua sopra da Gianlu siano tutte fregnacce ? Dite che TROPPA gente cerca lavoro e prega Dio di non trovarlo ?

    Dite, dite qualcosa, vi prego. Ma non generalizzando come su troppi dei commenti che ho letto finora, e non usando semplice “demagogia” come ho notato in molti post. Lavoro, merito, capacità, volontà, ambizione, crescita,remunerazione economica, sono tutte parole che debbono esser contenute nella stessa frase per poter avere un senso compiuto. I.M.H.O ovviamente. :-)

  35. D’accordo sul fatto che in giro ci sia un sacco di gente che non sa scrivere. Questo non significa, però, che i contenuti non debbano essere pagati da chi li commissiona e questo non avviene nella stragrande maggioranza dei casi. Se sei in grado di portare dati che dimostrano il contrario…

  36. Per quanto riguarda i dati, posso metterti a disposizione le matrici degli assegni emessi da parte della mia azienda a chi ha “più o meno” lavorato. Non posso certo rispondere per conto di altri. Però perdonami Francesco, ma mi sembra che la tua osservazione sia figlia di quel generalismo-sensazionalismo che ho chiesto (se possibile) di evitare per far sì che questa discussione alla fine non degeneri nel solito io sono di destra, io sono di sinistra.

    Dire che i contenuti devono essere pagati da chi li commissiona è una cosa che rasenta l’ovvio. Chi ti può rispondere NO, non è così. Bisogna far lavorare la gente e poi non pagarla ?

    Da qui, da questo punto di vista, si rischia di infangarsi in diatribe che non porterebbero mai alla risoluzione del problema. Sviscerare la questione in maniera più “laterale”, passami il termine, magari aiuterà a migliorare il futuro di chi oggi si trova in difficoltà (mi riferisco sia ai giovani preparati sottopagati, che agli imprenditori pronti ad investire ma che si ritrovano di fronte a persone svogliate ed impreparate). Proviamo a farlo insieme ? :-)

  37. rispondendo solo a chi è degno di risposta:
    @Francesco Piccinelli Casagrande:
    credo tu non abbia letto attentamente quello che ho scritto, e credo invece che
    Cosimo Errede abbia centrato meglio il senso del mio reply.

    Siamo tutti qui a scandalizzarci per il lavoro gratis, ed è la cosa piu spontanea da pensare, quando si legge il titolo “Caro blogger, ti pago 20 euro al mese e tu mi scrivi 40 pezzi”
    Ma la storia non si ferma ad un titolo, io e Cosimo Errede vi abbiamo dato un spunto per ragionare sull’argomento.
    Nessuno dice che è giusto lavorare gratis, ma offrire 50 centesimi ad articolo, nelle prospettive che intende un buon gestore di blog non è cosa scandalosa!
    E poi Francesco Piccinelli Casagrande, sbagli alla grande dicendo che un blog deve essere alimentato solo dal proprietario, è un discorso troppo ampio da affrontare, ma ci sono determinati argomenti che richiedono lo sforzo ed il lavoro di tantissima gente, ad esempio un blog di tecnologia ha decine di notizie e approfondimenti utili al giorno, sicuramente non gestibili da una persona sola, per questo mitivo è necessario trovare gente appassionata.

    Io ti ripeto, che i 50 centesimi ad articolo solo solamente un modo per cercare gente su cui contare, credimi che trovare un blogger che sia in grado, non solo di scrivere, ma anche di scrivere bene e con compenteze non è facile. Quindi diventa difficile pagare 20 euro ad articolo qualcuno che non sai come scrive e quanto si impegna. E’ assolutamente scontato che chi scrive solo per i 50 centesimi ad articolo non durera molto se non viene retribuito quanto davvero vale. Per questo motivo sul mio blog ho studiato e messo in atto un pay to write che mira a valorizzare il lavoro del blogger, nel mio piccolo, pur sempre per un lavoro di passione, non qualcosa che “ti fa campare”. Se avete voglia di capire cio di cui parlo, senza mettere link, accedendo al mio sito chi ha voglia puo capirlo meglio.

    E ripeto, come nel mondo del lavoro “offline” nessuno inizia a darti uno stipendio dopo il primo colloquio, non conoscendoti, se non hai referenze, esperienze , se non mostri cio che sai fare! figuriamoci se lo si fa senza neanche vedersi in viso, come capita qui tra blogger.

    quindi la storia dei 50 cent ad articolo è solo un modo per scorpire nuovi blogger, perche se a me si prensenta una persona che mi dimostra di essere già un blogger, sono il primo a dire che va stabilito un compenso adeguato.

    detto questo riflettiamo davvero senza sparare a zero.
    io stesso ho provato a scrivere articoli e mi sono accorto che non valgo un centesimo nel farlo, che potrei imparare ma non è la mia “passione”. E quindi se provassi un pay to write, non meriterei 20 o più euro, ma con 50 centesimi, inizialmente, avrei modo di imparare!

  38. Ma voi avete il coltello dalla parte del manico, potete dire NO!

    Io non scriverei gratis neanche per il Corriere della Sera! Anzi non scriverei gratis soprattutto se la testata è famosa perché vuol dire che loro possono benissimo pagarmi. Non lavorate per meno di 10 euro all’ora (netti!) non ne vale la pena, tantopiù che i lavori freelance sono meno stabili quindi vi devono pagare ALMENO il doppio di un lavoro fisso!!

    Sveglia! Imparate a dire di NO e anche a spiegargli (con le buone) perché gli avete detto no.

  39. @ Cosimo

    Salve Cosimo, riporto il mio esempio.
    A febbraio di quest’anno ho aperto un blog ecologico-ambientale. A marzo mi contatta il direttore di un giornale del settore, per propormi una collaborazione retribuita (come “giornalista”, dunque dovevo scrivere articoli non post). Niente lavoro gratis: ha letto come scrivevo, gli e’ piaciuto lo stile e mi ha chiesto una collaborazione professionale. Lui aveva già fatto una selezione a monte, mi seguiva ma io non lo sapevo. In rete si vede tutto, c’è poco da nascondere. Le capre nella scrittura, che si spacciano per grandi esperti, si scoprono subito! Dunque perché non remunerare il lavoro? E poi le collaborazioni sono freelance, se una delle due parti non e’ contenta può lasciare.

    Anna Simone
    P.S. Se non fossi retribuita non metterei lo stesso impegno, a nessuno va di far le cose gratis :-)

  40. Ciao,
    non spariamo sempre sulla rete come se fosse un luogo di perdizione, i disonesti ci sono e sono ovunque e ogni persona può scegliere, nessuno costringe nessuno. :)

    Non voglio passare per il solito ottimista ma anch’io scrivo online e ci sono anche (pochi, è vero) servizi seri in cui il prezzo lo decide lo scrittore e chi commissiona il lavoro.
    Parliamo anche di questi servizi ma sopratutto smettiamola di gridare “al fuoco al fuoco” perchè ogni volta che si parla di tariffe nessuno pensa in modo collettivo e ci facciamo tutti i nostri interessi.

    Prima di tutto cambiamo mentalità e lavoriamo insieme intavolando una base per creare dei valori e dei fondamentali in comune e poi prendiamocela con chi è disonesto.

    Quale pensate che sia il prezzo giusto per un articolo web da 300 parole che non richieda le competenze di un giornalista?

    Ciao

  41. Come si suol dire…diamo un colpo al cerchio ed uno alla botte Gianlu. Ricercare buone risorse per migliorare ed aumentare i contenuti (e quindi il valore) del proprio network, non può e non deve significare aver il diritto di dargli 50cent a post. A coloro che per mio conto hanno scritto IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO, ho comunque riconosciuto la cifra pattuita. Ovvio che dopo tre, quattro, dieci post tutti sullo stesso tenore, ho messo lo stop e non li ho fatti più scrivere.

    Altra piccola osservazione, se mi permetti ovviamente, è che secondo me tutti sono degni di risposta.

    Per il resto, ripeto, non tutto ciò che hai scritto sono “fregnacce”. ;-)

  42. E quindi? Qui stiamo cercando di far passare un principio che ovvio non è, perché, anche a fronte di un curriculum come il mio, il 90% delle volte che ho ricevuto proposte erano a titolo gratuito e questo capita alla maggioranza delle persone che cercano di lavorare nell’editoria digitale. Non è sensazionalismo, è un dato di fatto. Il perché è molto semplice: molte iniziative editoriali nascono collateralmente a web agency che voglio arrotondare un po’. Quindi, cosa c’è di meglio che mettere su un piccolo giornale online scritto gratis nella speranza di un tesserino? E’ questa la logica che cerchiamo di mettere a nudo e il merito non c’entra: persone che, come me, hanno un curriculum solido non vengono neanche messe in prova in vista di un futuro fatto di lavoro pagato. Fine della questione. Se scambi questo per sensazionalismo…

  43. @Davide perché un giornalista ha competenze superiori a un altra persona che sappia scrivere? Non credo.

    Essendo fuori dal mercato italiano da molti anni mi piacerebbe sapere quali siano questi servizi seri cui accenni.

  44. Anna carissima, non posso che concordare con quanto dici, l’ho appena scritto riferito a Gianlu. Si può dire basta se si nota che il soggetto in questione è impreparato, ma fino al momento in cui ha scritto DEVE essere pagato quanto pattuito (De Sica direbbe…No ‘na lira deppiù, ma manco ‘na lira de meno !).

    Lorenzo, secondo me il pagamento a ora farebbe emergere un po’ troppo la furbizia di molti, e come al solito ci rimetterebbero gli onesti.

    Davide, si, sarebbe cosa buona e giusta capire a quanto ammonterebbe la cifra da pagare per un “buon post”.

    Bella conversazione ragazzi, vuoi vedere che riusciamo a trovare la panacea per questo problema ? :-D

  45. Francesco, scusa…ma il curriculum te lo sei costruito lavorando gratis o facendoti pagare ?

  46. Il curriculum me lo sono fatto gratis facendo lo stagista. Questo non significa che sia ancora disposto a lavorare gratis.

  47. cosimo mi riferivo a reply come questo:
    Corvoblu
    10 novembre 2011
    Non ho mai letto tante idiozie relative a questo lavoro come quelle scritte nell’articolo di Gianlu.

    che lasciano il tempo che trovano.

    Mi trovo daccordo con quello che dici, ma c’è anche chi vuole creare un gruppo di lavoro partendo con poco, e c’è anche chi, magari, vuole scovare blogger e crescere insieme a loro, cosi comè un neolaureato non percepisce uno stipendio da “esperto del settore” un neo blogger devi farsi notare e puo scrivere con un rimborso spese, almeno inizialmente.

    Perciò indignarsi, banalmente davanti alla frase che da titolo a questo articolo non ha senso, sto cercando di far capire che sbaglia chi pensa di pagare 50 cent ad articolo, ma in un altra ottica è una forma per cercare nuovi blogger con cui stabilire un contratto di collaborazione, che sarà adeguato al caso.

    rimane il fatto che non si lavora gratis e nessuno obbliga nessuno per farlo.
    Evidentemente se ci sono molte richieste di lavoro per “passione” significa che non ci sono molti introiti per i blog.

    quindi possiamo rimanere scandalizzati dalla cosa, ma cio non contribuirà a cambiare i fatti.

    il punto principale è che ci sono pochi blog che guadagnano bene e possono pagare bene ottimi blogger

    molti blog personali che guadagnano poco e sono gestiti da una persona sola, e sono decisamente interessanti ed apprezzabili

    daltro canto ci sono molti blog, che cercano di crescere guadagnao poco, cercano blogger che non possono, da subito, retribuire bene, e molto probabilmente i blogger che trovano non meritano di essere pagati bene. districarsi tra tutti questi blogger per trovare quello adeguato non è facile, e come fai tu cosimo, forse non tutti possono fare(mi riferisco al fatto di pagare comuqnue adeguatamente i blogger in prova)

  48. Ma quando nei corsi di laurea e nei master sono previsti stage NON RETRIBUITI per ottenere il titolo? Pensi ancora davvero che nessuno obblighi a lavorare gratis?

  49. @Cosimo si certo, la mia è un’indicazione di massima. Ma in generale lavorare per meno di 10 EUR/ora non ha senso.

    Se vogliamo prendere spunto dall’articolo un prezzo fisso giusto per una serie di articoli ben ricercati, be scritti e appassionati di almeno 500 parole dovrebbe aggirarsi su almeno 30 EUR/articolo! Almeno!

    Io per scrivere alcune delle cose che ho scritto ho impiegato 3 giorni di ricerca sul campo, speso almeno 20 EUR e impiegato un giorno lavorativo intero fra scrittura e revisione.

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