No Free Jobs, tra mito e leggenda. Come tutto ebbe inizio.

Il caso #nofreejobs è veramente sbalorditivo. Noi di Wikiculture siamo rimasti basiti di fronte alla forza propulsiva e aggregativa di un qualcosa nato da un nostro post e assurto a catalizzatore dei tanti modi di essere sfruttati, sottopagati (o zeropagati) e frustrati nel mondo del lavoro. Proviamo a ripercorrere come sono andate le cose.

Tutto nasce dal nostro visitatissimo e commentatissimo post (e mai smetteremo di ringraziarvi per questa straordinaria partecipazione): Caro blogger, ti pago 20 euro al mese e tu mi scrivi 40 pezzi.
Paolo Ratto
condivide il post su Facebook, Cristina Simone crea l’hashtag #nofreejobs e con l’aiuto dei ragazzi di Web in Fermento inizia la scalata ai Trending Topic di Twitter.

Se nel mio primo post facevamo la Lista dei modi per guadagnare 20 Euro senza sprecare il proprio prezioso ingegno, qui elenchiamo la Lista di tutti gli eventi, gli articoli, i rilanci che da martedì 8 novembre hanno fatto da motore al No Free Jobs Movement. Preparatevi alla vertigine della Lista, con un caro saluto al prof. Eco:

- creazione dell’hashtag #nofreejobs

- creazione pagina Facebook No Free Jobs

- rilancio della Mappa delle proposte di stage indecenti

- prima ripresa su Linkiesta.it che racconta come è nato il tutto

- alle 16.26 #nofreejobs è il primo TT su Twitter in Italia. Significa che per qualche ora in Italia si è parlato più del nofreejobs che di argomenti blockbuster come Berlusconi, Colle, Mario Monti e 308. Perfino più di Justin Bieber. Per un colpo d’occhio sull’escalation di fan e follower, ecco l’infografica:

Ed ecco la prova del primato di cinguettii:

- TG COM è il primo canale informativo mainstream che riprende il caso #nofreejobs

- in ordine sparso: arrivano i contributi di Paolo Ratto, che scolpisce il motto “Gratis non si lavora. Si ozia.“, di Giovanni Scrofani, che ci racconta la sua vita nofreejobs, di Gilda35, che pensa agli apprendisti e tirocinanti, di Marketing Arena, che riflette sul noto adagio Content is King, di Paperella 2puntozero, che cita alcuni tweet approdati su @nofreejobs.

- non tardano ad arrivare gli interventi di Studenti.it, ovviamente sensibile alla questione del futuro di chi studia e poi un giorno cercherà un lavoro, di Spazio Libero Moderato, che espone la curiosa coincidenza della protesta #nofreejobs con il film che sta vedendo. Quale? C’è chi dice no.

- Paz83 nei suoi Appunti inizia a chiamare in causa i Sindacati e la classe politica; seguirà qualche ora più tardi l’articolo di Cristina Cucciniello su L’Espresso nel quale si citano dati Istat e si chiamano in causa i politici: se il ministro Sacconi non risponde, almeno Sarubbi ci prova.

- Diego Trinciarelli nel suo intervento inizia a riflettere sul tema dell’offerta equa, un argomento che occuperà molti dei commenti sul nostro post.: “Forse prima di puntare il dito sarebbe inter­es­sante capire quale sia l’obiettivo reale di queste offerte – dice Diego - Mi torna in mente la pun­tata dei Simp­son dove Mr Burns uti­lizza mille scim­mie per scri­vere la più grande opera let­ter­aria del mondo.”

- e poi arriva anche Panorama.it che, nonostante denigri un po’ il nostro post (tanto la rivista non la compro) , chiude citando un tweet emblematico: “Chi accetta di farsi pagare dieci euro ad articolo non è un poverino da compatire, ma un irresponsabile”.

- e ancora siamo su Comunità Digitali, su Quotidiano.net e su La Stampa.it, che condanna tutti tranne Greenpeace.

- il bravo e simpatico Shooter Hates You ci dedica un bel video reportage su YouTube (dal minuto 3:30 in poi)

- ovviamente non ci facciamo mancare nulla, ed eccoci sulla bibbia del Web, ovvero WIRED, nella versione Daily Wired

Sicuramente stiamo dimenticando altri giornali o blog che hanno dato una mano a far montare il caso, e ce ne scusiamo. Qui trovate anche una bella rassegna stampa visiva dei canali che hanno parlato di #nofreejobs.

Basta così? Non ancora, ci sono svariati argomenti collaterali che sono stati riagganciati al traino del #nofreejobs: da The Freak a Il Copywriter, da Giovanna Cosenza che si chiede “Stage: ma se i giovani nemmeno lo chiedono, un rimborso spese, che si fa?” alla poesia-manifesto The Writer runs this show.

In una convergenza cosmica si scopre che a Torino è già attivo il gruppo dei Knowledge Workers, poi (guarda te la confluenza delle notizie) dall’Inghilterra arriva la voce che gli stage gratuiti verranno aboliti per legge, mentre uccellini cinguettano che nel 2012 gli stage al Senato saranno completamente gratuiti. Che tempismo!

Come nelle leggende che si perdono nel mito, è praticamente impossibile dipanare la matassa di cosa è venuto prima e cosa dopo, di chi è stato causa o effetto. Il nofreejobs si è sparso a macchia d’olio, debordando da un mezzo all’altro e da un tema all’altro.
E’ incredibile? Sì lo è. O forse no, è credibilissimo, semplicemente si è toccato il nervo scoperto del lavoro malpagato e sfruttato.

Il #nofreejobs è veramente un esempio fantastico di come gli strumenti collaborativi del web 2.0 e dei social network possano aiutare a diffondere una protesta nata dal basso e avvertita nell’animo di tanti utenti, spesso nascosti dietro nickname, avatar, username e faccine, ma in fin dei conti persone con un cuore, un cervello e una dignità.

E allora, adesso che abbiamo ripercorso questa incredibile case history da manuale di viral marketing, parliamo di temi.
Sapete cosa mi ha personalmente colpito di tutta questa faccenda? PROSEGUI QUI

— — — —

Update: è arrivato anche il sito No Free Jobs!

— — — —

Fonte immagine in apertura: No Free Jobs su Facebook

About author
Cura per WikiCulture la rubrica Wiki.Com - Notizie, idee, strategie e tendenze di comunicazione e marketing nell'era della partecipazione collettiva, del 2.0 e del web collaborativo

Non ci sono post correlati.

1 comment on this postSubmit yours
  1. E’ venuto il momento di fare qualcosa di propositivo!
    Torniamo a parlare di No Free Jobs, e questa volta parliamo di TEMI: proponiamo al nostro nuovo Presidente del Consiglio 10 cambiamenti!!! Forza, aspettiamo i vostri commenti costruttivi, realizziamo un decalogo, un manifesto, 10 spunti, 10 riflessioni, #10cambiamenti

    #nofreejobs #10cambiamenti

    Qui:
    http://www.wikiculture.net/2011/11/23/caro-presidente-la-generazione-sottocosto-propone-10cambiamenti/

    Commentate e… aiutateci a fare sharing, condividiamo su Facebook, Twitter, a voce, ditelo a tutti… #10cambiamenti

11 total pingbacks on this post
Submit your comment

Please enter your name

Your name is required

Please enter a valid email address

An email address is required

Please enter your message

WikiCulture on Facebook

WikiCulture on Twitter

Disclaimer

WikiCulture non è una testata giornalistica, è da considerarsi un prodotto editoriale nato dalla passione, dalla voglia di collaborare. WikiCulture non è responsabile dei contenuti dei siti a cui rimanda tramite collegamenti link, della qualità o correttezza dei dati forniti da terzi.
Leggi il Disclaimer

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons

WikiCulture © 2012 All Rights Reserved

Designed by WPSHOWER

Powered by WordPress