La partecipazione collettiva passa da Twitter

Se utilizzate costantemente Twitter, probabilmente negli ultimi mesi avrete notato come in Italia questo servizio di microblogging (ma sarà ancora corretto definirlo così?!) stia diventando sempre meno di nicchia.
Fino ad ora era utilizzato, come spesso accade per molti servizi web, dai geek o fanatici e dagli “addetti ai lavori” che con questi servizi “portano a casa la pagnotta”.

Sarà per l’ondata di politici che ultimamente si è iscritta al servizio, sarà per i “vips” italiani  tra cui anche Fiorello che ovunque vada ne parla e gli ha dedicato perfino il titolo del suo nuovo show televisivo, #ilpiùgrandespettacolodopoilweekend, ma Twitter si sta facendo notare.
Gli utenti “storici” magari lamentano un po’ questa “invasione di campo” ma bisognerà vedere quanti dei nuovi utenti continueranno ad usarlo con costanza.

Sia chiaro, tutto quello scritto fino ad ora sono osservazioni valide esclusivamente in Italia poichè come magari ben sapete in America o in altri paesi Europei Twitter è molto diffuso già da anni.
Ne abbiamo visto le potenzialità anche durante la “primavera araba”, durante la quale ha fatto da catalizzatore per le proteste.

Immagine anteprima YouTube

Twitter si trova ad essere quindi un grande bacino di pensieri, di idee. A differenza di altri Social Network però, come ad esempio Facebook, offre la possibilità di “taggare” questi pensieri per poterli così raggrupare insieme a quelli di altri utenti e lo fa attraverso l’uso di hashtag.

Il social network si trasforma così in social brain-storming se, ad esempio, si usa il tag #futureblogging che ha lanciato la piattaforma Overblog per raccogliere idee per dare vita ad una nuova piattaforma di blogging innovativa.
Il sito nonconvenzionale ha invece lanciato l’hashtag #lodicoamonti, che nasce sulla scia di due altri hashtag #tunnelgelmini e #nofreejobs, e vuole raccogliere idee e iniziative dalla Rete per il nuovo Presidente del Consiglio Monti.

Ovviamente questi esempi, tutti italiani, non sono una novità nell’ePartecipation a livello mondiale. Un esempio per tutti, di quanto questo fenomeno abbia un certo peso e sia parte integrante di un social network come Twitter, lo si è potuto vedere con l’iniziativa lanciata dal regista Tim Burton un anno fa, il quale ha applicato il medoto dei surrealisti del Cadavre Exquis per scrivere una storia. Ne avevamo già parlato qui su WikiCulture a suo tempo, ma sul sito delliniziativa potete scaricare gratuitamente anche il pdf con la storia completata e giudicare voi stessi la qualità del risultato di quest’opera collettiva.

Di casi studio simili ce ne sono quanti volete proprio a dimostrazione che Twitter, ma soprattutto gli hashtag, sono strumenti eccezionali per produrre risultati da un gruppo di persone e le loro idee.

 

Tommaso Galli

 

Fonte: Socialmediasurfer

 

About author
Aspirante ingegnere edile con la passione per la tecnologia. Decisamente Apple e Twitter Addict. Iperconnesso

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