La nostra intervista a Iolanda Pensa, ricercatrice, consulente e direttore scientifico dei progetti Share Your Knowledge e WikiAfrica per conto della fondazione lettera27. Ha accettato di parlare con noi dei suoi progetti, di cultura wiki e di Creative Commons.
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Quando senti la parola “wiki” cos’è la prima cosa che ti viene in mente?
Chissà come ci si riesce.
Chissà come ci si riesce.
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Che rapporto hai con il “wiki” nella vita? Sei un utente attivo di Wikipedia? Hai modificato una voce?
Mi piace scrivere su Wikipedia. C’è chi la considera un luogo, chi la definisce organica; qualcuno dice “noi”, altri ne parlano dicendo “loro”. Per me è un bosco comunale dove ognuno sta facendo legna, litiga con il vicino ed è disposto ad aiutare quando arriva un incendio.
Mi piace scrivere su Wikipedia. C’è chi la considera un luogo, chi la definisce organica; qualcuno dice “noi”, altri ne parlano dicendo “loro”. Per me è un bosco comunale dove ognuno sta facendo legna, litiga con il vicino ed è disposto ad aiutare quando arriva un incendio.
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In qualità di Direttore Scientifico hai recentemente avviato il progetto “Share Your Knowledge“, ci spiegheresti brevemente qual è lo scopo dello progetto?
“Share Your Knowledge” è un invito rivolto alle istituzioni culturali a condividere il proprio sapere. Il modo più efficace oggi per farlo è con Creative Commons e Wikipedia. Il progetto facilita il processo, produce linee guida, realizza casi studio e fa in modo di rendere le esperienze riproducibili.
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Che riscontro state registrando da parte degli enti coinvolti? C’è entusiasmo? O per meglio dire.. c’è partecipazione?
La partecipazione da parte delle istituzioni è stata sorprendente. Nonostante il percorso sia nuovo e impegnativo, le istituzioni coinvolte hanno manifestato una profonda attenzione nei confronti del loro pubblico: sono aperte agli strumenti che potenziano l’accesso, condividono l’importanza di procedure trasparenti nella produzione e distribuzione di contenuti, e sostengono il lavoro dei wikipediani ritenendo che sia importante che Wikipedia si arricchisca di documentazione specifica nei loro ambiti di lavoro. Hanno aderito a “Share Your Knowledge” Fondazione Cariplo (che sostiene anche finanziariamente il progetto insieme a lettera27), Fondazione ISMU, Careof/DOCVA, Laboratorio Griot, COSV, Connecting Cultures, il Festival del Cinema Africano dell’Asia e dell’America Latina di Milano, Fondazione Nigrizia e il Festival di Cinema Africano di Verona, l’associazione Cherimus, Kunstverein Milano e l’Africa Centre in Sudafrica. In più sostengono il progetto Wikimedia Italia, il Centro Nexa del Politecnico di Torino ente gestore di Creative Commons Italia e SeLiLi e abbiamo creato accordi per la valutazione del progetto con singoli ricercatori ed esperti e con Fondazione IULM e DensityDesign Research Lab Dipartimento INDACO/Politecnico di Milano.
La partecipazione da parte delle istituzioni è stata sorprendente. Nonostante il percorso sia nuovo e impegnativo, le istituzioni coinvolte hanno manifestato una profonda attenzione nei confronti del loro pubblico: sono aperte agli strumenti che potenziano l’accesso, condividono l’importanza di procedure trasparenti nella produzione e distribuzione di contenuti, e sostengono il lavoro dei wikipediani ritenendo che sia importante che Wikipedia si arricchisca di documentazione specifica nei loro ambiti di lavoro. Hanno aderito a “Share Your Knowledge” Fondazione Cariplo (che sostiene anche finanziariamente il progetto insieme a lettera27), Fondazione ISMU, Careof/DOCVA, Laboratorio Griot, COSV, Connecting Cultures, il Festival del Cinema Africano dell’Asia e dell’America Latina di Milano, Fondazione Nigrizia e il Festival di Cinema Africano di Verona, l’associazione Cherimus, Kunstverein Milano e l’Africa Centre in Sudafrica. In più sostengono il progetto Wikimedia Italia, il Centro Nexa del Politecnico di Torino ente gestore di Creative Commons Italia e SeLiLi e abbiamo creato accordi per la valutazione del progetto con singoli ricercatori ed esperti e con Fondazione IULM e DensityDesign Research Lab Dipartimento INDACO/Politecnico di Milano.
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Come mai avete prediletto Wikipedia e le licenze Creative Commons nel progetto?
Wikipedia è l’hub del sapere su Internet e “Creative Commons attribuzione condividi allo stesso modo” è una licenza compatibile con Wikipedia.
Molte istituzioni sono già profondamente impegnate a condividere il proprio sapere: producono ricerche e opere, pubblicano, mantengono siti e portali. Come è già documentato da importanti esperienze internazionali (Archivio federale tedesco, British Museum, Tropenmuseum, Versaille solo per citare qualche esempio europeo), questi due strumenti insieme possono potenziare il lavoro delle istituzioni culturali e permettere loro di beneficiare del coinvolgimento del pubblico e di nuovi canali di distribuzione. Non esistono però al momento linee guida specifiche destinate all’uso di questi strumenti da parte di istituzioni culturali quali associazioni, fondazioni, case editrici, centri d’arte, organizzazioni di cooperazione allo sviluppo, festival…; Share Your Knowledge le produce.
Wikipedia è l’hub del sapere su Internet e “Creative Commons attribuzione condividi allo stesso modo” è una licenza compatibile con Wikipedia.
Molte istituzioni sono già profondamente impegnate a condividere il proprio sapere: producono ricerche e opere, pubblicano, mantengono siti e portali. Come è già documentato da importanti esperienze internazionali (Archivio federale tedesco, British Museum, Tropenmuseum, Versaille solo per citare qualche esempio europeo), questi due strumenti insieme possono potenziare il lavoro delle istituzioni culturali e permettere loro di beneficiare del coinvolgimento del pubblico e di nuovi canali di distribuzione. Non esistono però al momento linee guida specifiche destinate all’uso di questi strumenti da parte di istituzioni culturali quali associazioni, fondazioni, case editrici, centri d’arte, organizzazioni di cooperazione allo sviluppo, festival…; Share Your Knowledge le produce.
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Anche WikiAfrica è un progetto di lettera27? Come sta procedendo?
WikiAfrica è un progetto che ha l’obiettivo di “africanizzare” Wikipedia. Nasce nel 2006 dalla collaborazione di lettera27 e Wikimedia Italia e inizialmente si concentra nel sostenere ricerche, formazione, eventi che fanno conoscere Wikipedia e la cultura africana. Nel 2010 WikiAfrica ha deciso di puntare ad un obiettivo numerico: 30.000 voci africane di Wikipedia entro il 2012. Per fare ciò collabora con l’Africa Centre di Città del Capo e si concentra sul coinvolgimento delle istituzioni culturali che, con i loro contenuti e la licenza Creative Commons attribuzione condividi allo stesso modo, contribuiscono a Wikipedia; da qui nasce Share Your Knowledge. Quest’ultimo infatti sviluppa infatti le linee guida indispensabili per coinvolgere istituzioni culturali in Africa.
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WikiAfrica è un progetto che ha l’obiettivo di “africanizzare” Wikipedia. Nasce nel 2006 dalla collaborazione di lettera27 e Wikimedia Italia e inizialmente si concentra nel sostenere ricerche, formazione, eventi che fanno conoscere Wikipedia e la cultura africana. Nel 2010 WikiAfrica ha deciso di puntare ad un obiettivo numerico: 30.000 voci africane di Wikipedia entro il 2012. Per fare ciò collabora con l’Africa Centre di Città del Capo e si concentra sul coinvolgimento delle istituzioni culturali che, con i loro contenuti e la licenza Creative Commons attribuzione condividi allo stesso modo, contribuiscono a Wikipedia; da qui nasce Share Your Knowledge. Quest’ultimo infatti sviluppa infatti le linee guida indispensabili per coinvolgere istituzioni culturali in Africa.
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Ritieni che oggi davvero ci siano degli strumenti reali, gratuiti per aiutare i paesi in via di sviluppo? In che modo potrebbero riuscirci?
Sulla questione “aiutare i paesi in via di sviluppo” ci sono tantissime cose da dire. Si tratta di aiuto o collaborazione? sono veramente loro “in via di sviluppo” e noi sviluppati? esiste un loro e un noi? Nei progetti di lettera27 il vantaggio è che ci occupiamo di strumenti reali e gratuiti che effettivamente possono aiutare un po’ tutti. Migliorare i contenuti di Wikipedia aiuta chi? rendere accessibili contenuti con licenze libere che cosa di nuovo può produrre? In effetti gli strumenti sono comuni (e questo penso che sia un aiuto per tutti), ma gli usi e le applicazioni possono essere molto diverse da un contesto all’altro (e questo apre la porta allo sviluppo, di altro).
Sulla questione “aiutare i paesi in via di sviluppo” ci sono tantissime cose da dire. Si tratta di aiuto o collaborazione? sono veramente loro “in via di sviluppo” e noi sviluppati? esiste un loro e un noi? Nei progetti di lettera27 il vantaggio è che ci occupiamo di strumenti reali e gratuiti che effettivamente possono aiutare un po’ tutti. Migliorare i contenuti di Wikipedia aiuta chi? rendere accessibili contenuti con licenze libere che cosa di nuovo può produrre? In effetti gli strumenti sono comuni (e questo penso che sia un aiuto per tutti), ma gli usi e le applicazioni possono essere molto diverse da un contesto all’altro (e questo apre la porta allo sviluppo, di altro).
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Share Your Knowledge si concluderà in autunno prossimo non è vero? Che prospettive ci sono per il dopo?
“Share Your Knowledge” si concluderà alla fine del 2012. Nel 2011 l’attenzione è posta su una selezione di istituzioni culturali che seguono un percorso di affiancamento, formazione e valutazione nell’adozione di licenze Creative Commons e nel contribuire a Wikipedia. Le esperienze producono linee guida che presentiamo alla fine del 2011. Nel 2012 verificheremo l’applicabilità di queste linee guida e la valuteremo. Vogliamo creare uno strumento che resti, delle linee guida che altri continuino a usare e da questo punto di vista il sostegno e il coinvolgimento di Wikimedia – l’associazione che sostiene Wikipedia – e Creative Commons sono fondamentali perché il progetto non si esaurisca.
“Share Your Knowledge” si concluderà alla fine del 2012. Nel 2011 l’attenzione è posta su una selezione di istituzioni culturali che seguono un percorso di affiancamento, formazione e valutazione nell’adozione di licenze Creative Commons e nel contribuire a Wikipedia. Le esperienze producono linee guida che presentiamo alla fine del 2011. Nel 2012 verificheremo l’applicabilità di queste linee guida e la valuteremo. Vogliamo creare uno strumento che resti, delle linee guida che altri continuino a usare e da questo punto di vista il sostegno e il coinvolgimento di Wikimedia – l’associazione che sostiene Wikipedia – e Creative Commons sono fondamentali perché il progetto non si esaurisca.
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Perché lettera27 crede nel sapere libero? Cosa vuole realizzare?
Promuovere il sapere libero è un modo che permette a lettera27 di realizzare la sua missione, che è quella di sostenere l’educazione, l’alfabetizzazione, l’accesso ai saperi e la condivisione dei contenuti in particolare in Africa Sub-Sahariana. Il sapere libero è il più potente canale di distribuzione contemporaneo e il modo più efficace per rendere il sapere africano sempre più mainstream.
Promuovere il sapere libero è un modo che permette a lettera27 di realizzare la sua missione, che è quella di sostenere l’educazione, l’alfabetizzazione, l’accesso ai saperi e la condivisione dei contenuti in particolare in Africa Sub-Sahariana. Il sapere libero è il più potente canale di distribuzione contemporaneo e il modo più efficace per rendere il sapere africano sempre più mainstream.
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Ritieni che la collaborazione spontanea online sia un fenomeno sociale passeggero o magari estremamente di nicchia? O secondo te potrebbe espandersi a macchia d’olio nei prossimi anni?
Sinceramente credo che le persone che scrivono enciclopedia saranno sempre una nicchia. Penso però che la partecipazione attraverso la telefonia mobile – come nel caso di Ushahidi – stia mostrando come molte più persone di quanto non immaginiamo siano disponibili a collaborare. Anche il modo di collaborare cambia, specializzandosi, adattandosi al mezzo o usando il mezzo in modi inaspettati, come suggerisce Roberto Casati. In effetti l’inaspettato è proprio la parte più gustosa del futuro.
Sinceramente credo che le persone che scrivono enciclopedia saranno sempre una nicchia. Penso però che la partecipazione attraverso la telefonia mobile – come nel caso di Ushahidi – stia mostrando come molte più persone di quanto non immaginiamo siano disponibili a collaborare. Anche il modo di collaborare cambia, specializzandosi, adattandosi al mezzo o usando il mezzo in modi inaspettati, come suggerisce Roberto Casati. In effetti l’inaspettato è proprio la parte più gustosa del futuro.
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Mattia Marasco








