Cos’è la geolocalizzazione? Riporto qui la definizione di Wikipedia che la definisce come “l’identificazione della posizione geografica nel mondo reale di un dato oggetto, come ad esempio un telefono cellulare o un computer connesso a Internet”. Ciò può avvenire in diversi modi, prendendo sempre l’esempio di un telefono cellulare (ormai smartphone) principalmente attraverso GPS. Ma lo stesso potrebbe essere localizzato, con diversi livelli di precisione, anche attraverso Wi-Fi oppure tramite celle radio. Il Global Position System (GPS) è nato come tecnologia militare negli anni ’70, e solo recentemente ha iniziato ad essere sfruttato per uso civile. Il successo di massa di questo tipo di servizio è dovuto soprattutto al diffondersi degli smartphone, che ormai vengono prodotti con GPS incorporato e che consentono il collegamento ad Internet. In questo modo si combinano la possibilità di essere sempre connessi a quella di essere sempre tracciabili. Il GPS ovviamente ha la possibilità di interagire con le applicazioni che abbiamo sul telefonino. In questo modo si crea un ulteriore legame tra il mondo reale e quello virtuale, rendendo sempre più difficile considerare i due concetti come entità separate e/o contrapposte.
Quindi adesso si possono geolocalizzare le foto, i tweet, uno status di Facebook, ed un social network come Foursquare è basato interamente sulla comunicazione in tempo reale della posizione geografica dell’utente al proprio network di amici. Il numero di applicazioni che sfrutta la geolocalizzazione è in continua crescita, alcune danno all’utente in tempo reale i nomi delle fermate e gli orari degli autobus che si trovano attorno a lui, altre mostrano quali sono i negozi e gli esercizi commerciali attorno a lui, avendo la possibilità di controllare cataloghi e menù, paragonare prezzi, e via dicendo.
Inoltre, segnalazioni geolocalizzate vengono già sfruttate anche da alcune amministrazioni comunali per dare la possibilità ai cittadini di segnalare problemi geolocalizzandoli, permettendo anche di lasciare un feedback dopo che l’amministrazione se ne è occupata. In tal modo è possibile creare un rapporto più diretto e di maggior fiducia. Un tale servizio non potrebbe non essere limitato alla segnalazione di problemi ma diventare un ulteriore canale di dialogo aperto e continuo; un luogo dove si possano lasciare suggerimenti su come migliorare una certa area, quali siano i problemi percepiti dagli abitanti, e proporre soluzioni. Per farsi un’idea delle potenzialità dei servizi location-based basti aggiungere alle dinamiche del Web 2.0 (interazione, condivisione, folksonomia, creazione di contenuti ‘dal basso’, web come piattaforma, etc.) la componente di collegamento georeferenziato. L’idea di un cyberspazio parallelo al mondo fisico svanisce in favore di un virtuale che invece si sovrappone ad esso e lo ‘aumenta’, ed è naturale che ciò avvenga di pari passo con la tendenza ad essere sempre connessi alla rete.
Per concludere vorreri precisare che l’entusiasmo per la personalizzazione e targetizzazione dei servizi (di grande comodità per l’utente) deve essere bilanciato da una maggiore attenzione alla condivisione delle informazioni, essendo la nostra posizione fisica ed i nostri spostamenti dati particolarmente sensibili.
foto 1| thevortex.it
foto 2 | freegeographytools.com




