Avete mai visto il film “Waking Life”? E’ un lavoro particolare quanto interessante e complicato, ricco di discorsi sulla vita e sulla società di oggi.
Il film di animazione è realizzato con una tecnica chiamata Rotoscope grazie alla quale alcuni artisti disegnano linee stilizzate e colorano direttamente sui fotogrammi della pellicola in modo da rendere i personaggi animati abbastanza realistici.
Perchè vi parlo di questo? Perchè tra gli innumerevoli dialoghi che affronta il protagonista all’interno della storia coi personaggi più svariati, vi è anche una clip che affronta l’argomento di coscienza collettiva. Ovviamente la teoria viene presentata ed esposta secondo le credenze del suo interlocutore, in questo caso una giovane ragazza che si sente come se il suo stato di coscienza fosse ricco dei ricordi di qualcun altro.
“Quando hai parlato della reincarnazione e dal luogo da dove arrivano tutte le nuove anime… ci sono tante persone che sono convinte di essere la reincarnazione di Cleopatra, Alessandro Magno… e a me viene solo voglia di dire che sono degli stronzi qualunque. Insomma è impossibile! Pensaci un attimo. La popolazione mondiale è raddoppiata negli ultimi 40 anni giusto? Perciò se bisogna credere davvero a quella teoria dell’anima eterna che trasmigra, c’è solo il 50 % di probabilità che la tua anima abbia più di 40 anni e addirittura solo 1 probabilità su 6 che abbia più…di 150 anni. [...] Quello che cerco di dire è che, secondo me, la reincarnazione è solo un’espressione poetica del concetto di memoria collettiva. Mi ricordo di aver letto un articolo scritto da un biochimico molto tempo fa, lui spiegava che quando nasce un elemento di una determinata specie ha un miliardo di anni di ricordi a cui attingere… ed è così che noi ereditiamo i nostri istinti.”
Coscienza collettiva e esistenza - Guarda il video
Guardatelo più volte se vi va e se volete davvero riuscire a capire il filo logico dei multipli concetti inseriti nel dialogo. Ciò che volevo porre in questione è: Cosa è davvero secondo voi la coscienza/memoria collettiva? Non è quindi il concetto che abbiamo sempre fino ad ora imparato a conoscere? Cioè il voler collaborare e mettere insieme il sapere, l’intelligenza, le opportunità, le idee di tutti noi per poter scovare, creare e organizzare un mondo migliore? Oppure è come se esistesse una grande rete telepatica della quale tutti noi facciamo parte, consapevoli o meno, e che quindi spiegherebbe il perchè di tutti gli innumerevoli progressi fatti dall’uomo in maniera apparentemente spontanea? Siamo il risultato di tanti saperi passati appartenenti allo stesso individuo o siamo un insieme di concetti nati dall’unione di tutte le persone?
A voi l’ardua sentenza.




Simone Moriconi
26 gennaio 2012
Ricordo di aver letto qualcosa a proposito, è il libro di Ervin Laszlò “Worldshift, scienza, societa e nuova realtà” http://www.francoangeli.it/ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=16433&Tipo=Libro
Ora io ne capisco poco, ma sembra che alcuni studiosi abbiano scientificamente dimostrato l’esistenza di un campo magnetico in grado di mantenere le informazioni della memoria collettiva: si chiama Akashic Field. E’ piuttosto complicato, ma per gli interessati consiglio di leggere il libro, molto molto affascinante
Alessandro Pedini
26 gennaio 2012
L’articolo di Martina è interessante perché riguarda un prodotto davvero notevole. Non tanto per i successi monetari, ma più che altro per le problematiche affrontate e per la profondità con cui lo si fa.
Per quanto riguarda le frasi del discorso che sono state evidenziate: quelle parole sono una generale descrizione di un concetto elaborato da C.G.Jung nei primi del ’900, cioè quello di “inconscio collettivo”.
Questo non è altro che una sorta di registro arcaico in cui gli istinti e le loro raffigurazioni sono riposti. Una mente antica che ci deriva dall’uomo primitivo, molto più emozionale di noi, e che si è evoluta nel tempo.
Penso proprio che sia Jung che il Waking Life abbiano colto un importante significato: tutti gli esseri umani sono accomunati da sensazioni e istinti, comuni al genere umano, e quindi di massa, collettivi.
Mirando a questi, ed è proprio per questo che il film in questione ha creato un vasto passaparola, noi ci rivolgiamo al lato più spontaneo delle persone, offrendo loro esperienze piacevoli e che si ricorderanno.
Si crea fiducia in questo modo. Si crea un nesso con il nostro spettatore/interlocutore/cliente/chiunque.
Una cosa che dovrebbe rammentare di continuo, e di cui dovrebbe tener conto, chiunque faccia marketing o ha il compito di organizzare contenuti in rete.
Quindi, vorrei precisare che l’argomento che hai scelto di trattare – ti do del tu – Martina, è stato molto azzeccato.