Creative Commons: siamo vicini alle licenze 4.0

Novità in vista per il copyright: le licenze Creative Commons stanno per arrivare alla quarta versione.

Per chi non lo sapesse, le licenze Creative Commons sono uno degli strumenti migliori per far veicolare liberamente, legalmente e nel rispetto degli autori, il frutto della loro creatività, secondo il modello “Some Rights Reserved“, alcuni diritti riservati.

L’esigenza di utilizzare questo tipo di licenze nasce dai limiti del copyright classico, che spesso, invece di essere una tutela alla creatività, si rivela un vero e proprio ostacolo, a causa di una burocrazia eccessiva e pratiche molto lunghe per ottenerlo. Da tempo è nata l’esigenza di trovare forme più libere di circolazione delle opere creative, senza rinunciare ad un adeguato livello di protezione per gli autori.

Le licenze Creative Commons sono applicabili a qualsiasi forma di opera: dai libri, ai siti Internet, ai blog, alle fotografie, ai film, ai video e alle canzoni, sia che siano pubblicate on-line che off-line. L’obiettivo è dare la possibilità a terze persone (i licenziatari) di utilizzare liberamente l’opera dell’autore, secondo i permessi che quest’ultimo ha deciso di concedere.

Un autore può decidere che la propria opera sia riprodotta, distribuita, esposta o rappresentata in pubblico, modificata, oppure utilizzata per fini commerciali, alterata o trasformata usata per crearne un’altra. Alcuni di questi diritti possono essere vietati, altri parzialmente concessi: tutto è in mano all’autore e alla licenza che decide di applicare.

Ad esempio, se decido di pubblicare un libro da solo (magari con una piattaforma di self-publishing), potrei applicare alla mia opera la licenza CC BY-NC-SA 3.0, cioè Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo. Significa che chi fruisce di quell’opera può ridistribuire l’opera in forma privata (non rivendendola) e può incorporarla anche in un’altra opera (un altro libro, un sito o un blog), sempre sottoponendo quest’ultima allo stesso tipo di licenza CC.

Oppure, se pubblico un cd musicale on-line con il mio gruppo di amici, potrei utilizzare la licenza CC BY-NC-ND 3.0, Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate. In questo modo, l’opera non potrà essere modificata o trasformata, né messa in commercio da terzi, ma potrà comunque essere liberamente distribuita e riprodotta da chiunque.

Secondo Simone Aliprandi, esperto del settore, le novità che riguardano l’imminente passaggio a licenze del quarto tipo (CC 4.0) sono relative alla compatibilità tra licenze Creative Commons e altri tipi di licenze; all’allargamento alle novità tecnologiche; all’adattamento per l’applicazione in altri campi come l’Open Data e la didattica; il tutto mantenendo la stessa struttura e funzionalità delle licenze attuali.

Sicuramente, nell’era della condivisione e dell’accesso, le forme classiche di copyright dimostrano tutti i loro limiti, come avevamo espresso chiaramente in un nostro post. Le informazioni, le idee, le immagini, e il materiale creativo circolano sempre più liberamente, ed è giusto che chi produce delle innovazioni o comunque dei prodotti di qualità, voglia tutelarsi dallo scopiazzamento selvaggio: ecco che le licenze CC si dimostrano una valida soluzione. Il fatto che poi ci sia una costante evoluzione e adattamento di queste licenze ai mutamenti tecnologici, e uno sforzo per renderle fruibili a discipline di diverso genere, fa capire che sicuramente la strada giusta è questa, perlomeno per chi non intende diffondere materiale al solo scopo di lucro.

Ricordiamo che l’associazione Creative Commons è un ente no-profit, e chiunque desideri utilizzare questo tipo di licenze non deve far altro che applicare l’apposita immagine (tramite apposito codice HTML) o dicitura a seconda del tipo di licenza scelta.

Fonti: Apogeonline, Creative Commons, Mendoza120

 

Autore
Simone si occupa di Marketing e Comunicazione per un'azienda di IT e tecnologie wi-fi e cura un blog tutto suo. Appassionato di Marketing a 360° gradi, si è avvicinato da poco al mondo del Crowdsourcing e ne è rimasto decisamente folgorato.
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