Finalmente Facebook fa un passo verso un consumo energetico sostenibile. L’enorme quantità di combustibile fossile utilizzato dai data center del social network più conosciuto al mondo, non poteva non destare l’attenzione da quelle che sono le priorità in termini di ecologia.

Ricordate quando nello scorso aprile alcuni attivisti di Greenpeacemanifestarono contro Facebook su l’uso del carbone per l’alimentazione energetica dei server, esponendo uno striscione con la scritta: “Facebook ci piaci verde ” ? Quella manifestazione era parte di una campagna di sensibilizzazione chiamata “ Unfriend Coal “ lanciata da Greenpeace circa due anni fa con l’intenzione di sensibilizzare i giganti dell’IT a convertirsi alle rinnovabili, puntando sul sostegno degli utenti da ogni parte del mondo, i quali hanno partecipato numerosi, cicra 700 mila firme.
Altra campagna dal nome “ The so coal Network” lanciata a febbraio ha dato una spinta in più.
E in tal senso le cose sono cambiate. Il primo data center Europeo ospitato dalla Svezia sfrutterà energie rinnovabili, come ufficialmente annunciato da Tzeporah Berman, co-direttrice della campagna Energia e Clima di Greenpeace International:
“ Greenpeace e Facebook lavoreranno da oggi insieme per convincere i principali produttori di energia ad abbandonare il carbone e a investire sulle fonti rinnovabili. Solo perseguendo la strada delle energie pulite sarà possibile lottare contro i cambiamenti climatici, rafforzare l’economia e tutelare la salute dei cittadini.”
Il data center Svedese sorgerà nella città di Luleà, vicino al Circolo Polare Artico dove la temperatura è linearmente molto bassa, proprio questo ha condizionato la scelta, grazie alla quale il raffreddamento dei terminali sarà più semplice e con meno risorse energetiche impiegate, non solo, verrà sfruttata anche energia idroelettrica data la vicinanza della cittadina al corso del fiume Lule capace di produrre circa 13 milioni di megawatt l’ora, e gli svedesi accolgono la notizia girando un video diretto a Mark Zuckerberg:
Questa è stata una bella vittoria che Greenpeace festeggia, ma c’è molto da fare ancora per le aziende dell’ Information Technology.
Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace in Italia, spiega:“Facebook sta sostenendo in tutto il mondo, l’attivismo e la democrazia, è ora che guidi anche una rivoluzione energetica.
Avevamo già accennato all’argomento inquinamento e web proprio qui.
Come indica il report di Greenpeace, riguardante l’impatto dei sistemi informatici sui cambiamenti climatici, sembra che Yahoo sia ad un 12,7 % e Google ad un 34%, contro il 55 % di Facebook. Direi che se la cavano un pò meglio ! Conosciamo l’intenzione di spostare servizi, applicazioni e dati sempre più verso l’immagazzinamento online con accesso diretto dai browser, sono proprio questi dispositivi, a essere alimentati a carbone, a destare l’attenzione degli ambientalisti.
Il lato oscuro del web.
E’ arrivato il momento che il comparto dell’IT faccia la sua parte nel processo di un cambiamento radicale, che porti una riduzione significativa dell’inquinamento che il web porta con se, oltre alle magnifiche opportunità che la rete ci ha donato quali: democrazia, partecipazione, informazione, collaborazione, creatività, innovazione, cultura, e tutto ciò che ne consegue.
Ma il Web Inquina ! Non lo sapevate ?
Felisiano Santoli (@Feslan)
fonti | rinnovabili.it, greenpeace,






