#Def2012 e la voglia di innovazione

E’ appena terminata la serie di incontri relativi al Digital Economic Forum, una campagna dedicata all’intero panorama digitale e su come esso possa far ripartire l’economia in Italia. Il #Def2012 si è tenuto a Venezia ed ha raccolto le testimonianze di alcuni esponenti delle migliori aziende che si sono fronteggiati nel mercato delle nuove tecnologie: da Google a Twitter, da Facebook a Pinterest, senza dimenticare Gilt Groupe, ADmantX e CircleMe. Quest’incontro è stato fortemente voluto dall’amministrazione Obama (aldilà di tutto sempre molto sensibile sull’argomento in questione) ed è stato promosso proprio dall’ambasciata americana per favorire uno scambio di idee sulle tecnologie digitali, in modo che da questo possa nascere un circolo virtuoso che porti alla creazione di nuove aziende, e favorisca quelle già esistenti a raggiungere mercati sempre più ampi.


A questa iniziativa hanno partecipato oltre 300 startuppers convinti che l’Italia possa frenare l’attuale recessione tornando ad investire sulla professionalità e sulle capacità delle persone che mettono in gioco tutto il proprio potenziale puntando su contenuti innovativi. Non a caso si è parlato di un possibile Rinascimento Digitale, proprio per far capire cosa portò l’Italia ad essere uno dei Paesi più ricchi e conosciuti. Certo non si vuol pensare di riproporre gli stessi scenari vecchi di secoli, ma solo far capire che offrendo gli incentivi giusti e mettendo adeguate infrastrutture al servizio dei talenti nostrani, la creazione di nuovi posti di lavoro e la possibilità di competere a livello internazionale non costituiscono affatto un’utopia.

E’ chiaro che quando si parla di infrastrutture in questo settore, il riferimento va soprattutto al digital divide che ancora funge da peso. Passera è stato categorico durante l’intervento di ieri. “Il digital divide non esisterà più nel 2013, e la banda larga sarà garantita a tutti”. Partendo dal presupposto che questo è un obiettivo che trova espressa menzione nella Costituzione, ci auguriamo che possano davvero avverarsi le parole del ministro e che non sia la solita demagogia di turno. L’Italia ha un urgente bisogno di tornare a puntare sullo sviluppo, e le tantissime microimprese -quelle che difficilmente possono delocalizzare- presenti sul nostro territorio non aspettano altro. Diamogli i mezzi a disposizione e il loro impegno farà il resto.

Francesco Formisano

Autore
Laureato a Salerno in Scienze Politiche, dopo aver svolto la tesi sull'articolo 21 della Costituzione.
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