Aprire alla partecipazione dei lettori è una pratica sempre più diffusa, sia per editori che per aziende. La gestione in tempo reale dei contenuti diventa fondamentale.
Seejay è un servizio di media management (applicabile al citizen journalism ma non solo), nato dalle menti di MaioraLabs, azienda di cui avevamo già avuto modo di intervistare Fabrizio Verrocchi per la bella iniziativa Decoro Urbano.
SeeJay è un tool dedicato ai publisher che consente di ricevere, organizzare e pubblicare contributi inviati dai lettori.
L’idea è nata dalla necessità delle grandi redazioni di semplificare la gestione degli apporti in crowdsourcing, prima di selezionarli e pubblicarli in rete. Ogni volta che si apre “una finestra” verso i propri lettori, infatti, le redazioni vengono letteralmente inondate di materiale (via email o form), e il risultato è una mole di dati senza alcuna catalogazione, allegati da visonare ad uno ad uno in un processo a dir poco estenuante. E poi, una volta selezionato attentamente il materiale, le gallery che ne risultano spesso restano “a galla” appena qualche giorno per poi sparire nell’obio della Rete.
SeeJay vuole apportare un’innovazione volta proprio a risolvere queste problematiche, consegnando ai professionisti dell’informazione uno strumento semplice e integrabile con tutto il lavoro di redazione.
Va detto che SeeJay non si rivolge soltanto al mondo degli editori, ma in generale a tutte le aziende/brand che vogliono aprire canali tematici e farvi confluire il materiale prodotto dalle community, pubblicandolo nel modo più congeniale alla propria testata. Seejay aiuta a costruire esperienze di narrazione collettiva legate al proprio brand.
Alcune realtà hanno già chiesto di poter utilizzare SeeJay in anteprima, come il Comune di Firenze, che ne testerà alcune funzioni nell’ambito del progetto “Cento Luoghi”, o l’Ente per il Turismo Thailandese e Shoot 4 Change, con la quale si stia avviando una partnership per offrire on demand i reportage prodotti dall’associazione.
Come funziona la piattaforma?
Il publisher che vuole ricevere contributi su un particolare argomento apre un canale dedicato. Analogamente a quanto avviene con gli hashtag di twitter, il canale raccoglie tutti i media a tema e, all’occorrenza, li integra con quelli condivisi via Instagram e Twitter. L’invio dei media può avvenire in diversi modi: da sito e app SeeJay, dove l’utente accede ad una panoramica con tutti i canali aperti, o direttamente dalle pagine web e mobile del publisher.
I media vengono automaticamente raccolti e catalogati in tempo reale, in base alla posizione geografica, alla fonte, alla tipologia di contributo (foto, testo, video) etc. La presenza di diversi filtri di ricerca rende la selezione del materiale molto semplice e la pubblicazione online, avviene nella modalità più congeniali al publisher, che può creare gallery, timeline, mappe o infografiche.
Inoltre, la possibilità di visualizzare contenuti geolocalizzati e referenziati semplifica notevolmente un aspetto fondamentale, cioè la verifica delle fonti. L’apertura dei canali tematici, infatti, semplifica le pratiche di inclusione e partecipazione del pubblico, ma alla fine del processo è sempre il giornalista, redattore, blogger o social media manager a decidere cosa pubblicare.
SeeJay uscirà in versione beta al termine dell’estate, ma parallelamente si stanno portando avanti le attività di ricerca fondi e sviluppo per la versione definitiva e gli altri ampliamenti del progetto.
L’idea ci piace un sacco e speriamo di vedere questa piattaforma al più presto utilizzata da molte testate giornalistiche e grandi brand!





