OpenCoesione, il primo portale “aperto”

E’ stato inaugurato quest’oggi, nel corso di una conferenza stampa dal Ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, il portale Open Coesione, ovvero un sito dove prendere visione degli investimenti programmati nel ciclo 2007-2013 da Regioni e amministrazioni centrali dello Stato con le risorse per la coesione. Un portale che potrà essere di grandissimo aiuto per lo sviluppo degli Open Data in Italia visto che ne costituisce un antesignano, e dunque, una grande realtà dalla quale prendere esempio

Una volta che i dati sono stati resi accessibili al pubblico, inizia la seconda fase della cultura open data, ovvero la fse in cui bisogna far vivere i dati, renderli utili, aprirli alle interpretazioni che possono essere necessari per fornire servizi innovativi alla collettività. E qui, può inserirsi una nuova figura, ovvero il reporter navigato, il data journalist o un grande comunicatore digitale che, un pò come è stato il giornalista prima del web 2.0, funge da guida per gli utenti che non riescono a vedere oltre un database di notizie e un classico grafico a torta.

Da oggi quindi, è possibile capire cosa si fa con i progetti finanziati dall’Unione Europea come dalle Regioni, dove vengono erogate maggiori risorse, in quali settori strategici s’interviene e in base a quali priorità. Ed è un modo nuovo per avere più trasparenza nei processi decisionali, sia prima che dopo una determinta operazione, e di conseguenza anche la qualità degli investimenti potrà avere nuova linfa da questa iniziativa. Gli unici che non traggono beneficio da questa forma di pubblicità sono coloro che “occultano” e cercano di arricchirsi alle spalle degli altri: con questo metodo sarà senz’altro più facile debellare un fenomeno come la corruzione (pensiamo a quando essa si cela nelle consulenze esterne, negli appalti, e nelle concessioni).

Un piccolo ma grande passo in avanti per i cittadini. Lo stesso Barca ha ammesso, che dal 2013 s’incentiveranno sempre più i portali open nelle varie amministrazioni pubbliche, in modo da generare finalmente un sano confronto tra elettori ed eletti, ed avere così un’amministrazione sempre più sensibile alle esigenze delle rispettive comunità.

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